Coronavirus a Catania, terzo positivo alla ST: è il momento di prendere provvedimenti?

Catania; coppola

Nello stabilimento della STMicroelectronics di Catania, dopo i primi due casi, arriva l’annuncio della presenza di un terzo lavoratore positivo al Coronavirus. Attraverso una nota aziendale la ST lo ha comunicato.

“Il dipendente è assente dal sito dal 18 marzo e pur essendo trascorso il periodo previsto di quarantena, sono state identificate e contattate le persone che hanno avuto contatti stretti con il caso positivo, ma nessuno di loro al momento ha evidenziato sintomi” spiega l’azienda.

Anche stavolta si procederà con la sanificazione dei locali così come previsto dai protocolli sanitari. Tuttavia, trattandosi di un terzo caso positivo all’infezione da Covid-19 sorge spontaneo domandarsi se sia opportuno continuare a lavorare senza prendere provvedimenti più duri e restrittivi. Sono tante, infatti, le strutture che con una rapidità incontrollabile hanno registrato un numero sempre maggiore di contagiati diventando poi dei veri e propri focolai. Gli esempi di positivi in un ambiente circoscritto sono molteplici partendo da Messina con due strutture sanitarie fino ad arrivare all’Oasi Maria Santissima di Troina, luogo in cui i contagiati tra pazienti e sanitari sono più di 135. La cittadina ennese, proprio per i numeri drammatici registrati nell’istituto, è divenuta zona rossa.

Nella ST la situazione è ancora limitata, va detto, e ben controllata ma considerando le mille variabili del caso è naturale porsi qualche dubbio sul da farsi. Catania è la provincia siciliana con il maggior numero di casi positivi. Tuttavia, per dimensione demografica e capacità delle aziende ospedaliere difficilmente potrebbe divenire zona rossa. Bisogna però considerare che secondo gli esperti e lo stesso governo regionale il picco, previsto per metà aprile, deve ancora arrivare nell’isola. Gli esodi dal Nord al Sud verificatisi qualche settimana fa impongono infatti la massima attenzione.

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