De Luca, sindaco di Messina denunciato per vilipendio: Procura peloritana chiede autorizzazione a procedere

La Procura di Messina ha chiesto al ministro della Giustizia l’autorizzazione a procedere nei confronti del sindaco peloritano Cateno De Luca per il reato di vilipendio previsto dall’articolo 290 del codice penale. Il primo cittadino era stato già iscritto nel registro degli indagati a seguito della denuncia presentata dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Essendo contestato al sindaco il reato il vilipendio alle Istituzioni, per esercitare l’azione penale attraverso la richiesta di rinvio a giudizio o di emissione di decreto penale di condanna, è necessaria l’autorizzazione del Guardasigilli. Il crimine dell’articolo 290 del codice penale punisce, con una multa da 1.000 a 5.000 euro, chiunque pubblicamente vilipende la Repubblica, le assemblee legislative, il Governo, la Corte costituzionale o l’ordine giudiziario.

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Palermo, dipendente di un supermercato esorta i clienti a non venire tutti i giorni

I dipendenti dei supermercati, in questo momento difficile a causa dell’emergenza Coronavirus, offrono un servizio indispensabile rischiando di essere contagiati e di compromettere anche la salute dei propri familiari. A Palermo un dipendente di un punto vendita, Vincenzo Russo, esorta i clienti in fila davanti alla porta ad usare i dispositivi di protezione individuale e soprattutto chiede ai cittadini di non fare acquisti minimi per tornare al supermercato il giorno dopo.

Non venite tutti i giorni ho letto poco fa di un collega che è positivo a Messina. C’è gente che fa 6 euro di spesa – dice il lavoratore -. Non è possibile, non siamo burattini di nessuno. Dobbiamo stare attenti. Non dico di venire una volta a settimana, ma almeno ogni tre giorni”.

 

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Coronavirus in Sicilia, formata una task-force per le misure economiche

Il Governo della Regione Siciliana ha disposto la formazione di una speciale task-force per coordinare le misure finanziarie ed economiche utili per fronteggiare l’attuale crisi provocata dall’emergenza sanitaria del Coronavirus. È stato formato un gruppo di lavoro, insediatosi stamane, a Palazzo Orleans a Palermo. Il team è stato costituito con un decreto dell’assessore all’Economia regionale Gaetano Armao. Presenti nel gruppo il ragioniere generale della Regione, i dirigenti generali dei dipartimenti Finanze, Programmazione e Attività produttive, le Autorità di gestione dei Fondi europei e nazionali, l’Autorità regionale dell’innovazione tecnologica e il capo di Gabinetto vicario del governatore siciliano Nello Musumeci.
La struttura priva di compenso sarà coordinata da Benedetto Mineo, capo dell’Agenzia delle dogane e ai vertici di Equitalia. Il dirigente regionale dovrà pianificare e monitorare lo stato degli interventi e rendicontare tutto al Governo regionale. Potrà avvalersi delle strutture tecniche regionali e dell’assistenza tecnica sui fondi disponibili nei vari dipartimenti.

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Musumeci e l’art. 31, Movimento Siciliani Liberi: “Non è richiesto nessun decreto attuativo”

La nostra redazione riceve un comunicato stampa diffuso dal Movimento Siciliani Liberi in risposta alle azioni del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, riguardanti il controllo della polizia e dell’esercito in territorio isolano. Ecco di seguito riportata la nota con gli aspetti tecnici relativi alla questione:

“L’art. 31 mette la Polizia al comando del Presidente della Regione, ma come organo dello Stato. Ciò significa che non è richiesto alcun decreto attuativo per applicare la norma. L’art. 43 dello stesso Statuto, infatti, dispone i decreti attuativi solo qualora le norme statutarie implichino il trasferimento di funzioni, uffici e personale dallo Stato alla Regione. Le altre disposizioni statutarie sono immediatamente applicabili o, meglio, necessitano solo di leggi ordinarie per essere applicate.
Essendo la Polizia materia riservata alla legislazione statale, l’attuazione dell’art. 31 necessita solo di una Legge dello Stato, e non di un decreto attuativo. E non è differenza da poco. Il decreto attuativo, infatti, blinda la legge per molti decenni. Se – come diremo tra un attimo – il decreto è distorto e limitativo, per molti decenni non si potrà cambiare più. E la Sicilia – ancora una volta – avrà perso praticamente per sempre un suo diritto costituzionale. Se invece si fa una semplice legge, anche minimale, questa poi – quando le condizioni politiche saranno più favorevoli alla Sicilia – si potrà migliorare.
La Regione, quindi, doveva approvare, per mezzo dell’Assemblea e non della Giunta, una Legge-voto, da mandare poi al Parlamento italiano. Il mezzo giuridico utilizzato da Musumeci, quindi, è sbagliato. Anche perché così si avvalora l’idea che nessun articolo dello Statuto possa essere applicabile in mancanza di decreto attuativo: l’art. 43 afferma esplicitamente il contrario (Art. 43. Una Commissione paritetica di quattro membri, nominati dall’Alto Commissario della Sicilia e dal Governo dello Stato, determinerà le norme transitorie relative al passaggio degli uffici e del personale dello Stato alla Regione, nonchè le norme per l’attuazione del presente Statuto, ndr). Peraltro, l’art. 31 dispone semplicemente che la Polizia dipenda SEMPRE dal Presidente della Regione, e quindi NON dal Ministro degli Interni. In casi eccezionali il Governo può esercitare questa funzione, e, sempre in casi eccezionali, il Presidente può prendersi pure il comando delle Forze Armate. Con questa bozza di decreto cosa fa invece il Presidente Musumeci? Limita (senza che lo dica lo Statuto) questo potere solo a casi di eccezionale emergenza, e solo e sempre con il consenso del Ministro degli Interni. Così si svuota di significato l’art. 31. 
Lo ribadiamo: l’art. 31 non implica un passaggio di competenze alla Regione in materia di Polizia, ma semplicemente una sua dipendenza disciplinare e gerarchica dal Presidente nel rango di Ministro della Repubblica e rappresentante dello Stato in Sicilia. La norma dell’art. 31 è quindi di immediata applicazione. E, peraltro, anche nelle more di un’ipotetica Legge-voto, nessuno impedisce al Capo gerarchico della Polizia in Sicilia di dare disposizioni immediate. Se il Consiglio dei Ministri italiano ha il coraggio di sconfessarlo ed intimargli un passo indietro può farlo, ma si deve riunire, lo deve convocare con diritto di voto e rango di Ministro e deliberare diversamente”.

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Coronavirus in Sicilia, Comitato Scientifico regionale approva test rapidi e sierologici

Sarà possibile effettuare studi di sieroprevalenza e sieroconversione in Sicilia, fatta eccezione per alcuni focolai. Lo ha stabilito il Comitato tecnico scientifico regionale per l’emergenza Coronavirus tramite un parere trasmesso all’assessorato della Salute regionale in merito all’utilizzo dei test rapidi e dei test sierologici.

Secondo il parere degli esperti ci sono sufficienti evidenze scientifiche che sorreggono la validità e l’utilità di questi test rapidi in ausilio alla sierologia classica e ai tamponi rinofaringei.

I componenti del Comitato parlano degli asintomatici. “In questi soggetti andrà eseguito il test rapido con card come prima scelta. Se sia le IgM (immunoglobuline M) che le IgG (immunoglobuline G) risulteranno negative e il soggetto è a basso rischio allora può essere considerato non infetto, con sufficienti probabilità logiche e scientifiche”.

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Coronavirus, distanze minime secondo un nuovo studio: Oms valuta nuovo provvedimento

Il Coronavirus condiziona i rapporti interpersonali e una scoperta innovativa potrebbe provocare una ulteriore indicazione per prevenire il contagio.

Un nuovo studio dell’MIT afferma che le goccioline emesse dalla tosse o da uno starnuto possono raggiungere distanze molto più ampie di quelle che attualmente conosciamo. L’infettivologo David Heymann, presidente di un gruppo di consulenti dell’Organizzazione mondiale della sanità, ha spiegato alla BBC che se sarà necessario aumenterà il numero di persone che indossano le mascherine.

L’Oms sta riaprendo la discussione esaminando le nuove prove, così da capire se dovrà esserci un cambiamento nel modo dice l’infettivologo.

La distanza attualmente raccomanda dall’Oms è quella minima di almeno un metro. Lo studio indica, invece, che le goccioline emesse da un colpo di tosse o uno starnuto hanno la possibilità di arrivare rispettivamente fino a sei e otto metri di distanza.

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Regione Siciliana, Musumeci invoca art. 31 per avvalersi della polizia e dell’esercito

La Regione Siciliana punta a raggiungere un nuovo obiettivo invocando l’art. 31 dello Statuto speciale, mai applicato fino ad ora. Come riportato dal quotidiano “Giornale di Sicilia” il governatore, Nello Musumeci, vorrebbe una norma di attuazione per avvalersi della Polizia di Stato e dell’esercito di stanza nell’isola considerata l’emergenza sanitaria. La Giunta regionale ha approvato un disegno di legge costituzionale, formato da un solo articolo, che sarà successivamente valutato ed eventualmente attuato. La procedura dovrebbe durare almeno sei mesi.

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I casi di Coronavirus in ogni provincia della Regione Siciliana: il bollettino

La Regione Siciliana diffonde il numero dei casi di Coronavirus riscontrati nelle varie province dell’isola, aggiornati alle ore 17 odierne.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 97 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 73 (20, 4, 6); Catania, 500 (174, 21, 38); Enna, 245 (139, 1, 11); Messina, 300 (128, 14, 23); Palermo, 255 (76, 24, 11); Ragusa, 40 (7, 3, 3); Siracusa, 76 (40, 24, 6); Trapani, 78 (24, 1, 2).

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Caltanissetta, clinicamente guarito ma ancora positivo al Covid-19 esce a fare la spesa: denunciato per epidemia colposa

Un uomo positivo al Coronavirus, dimesso da poche ore dal reparto di Malattie infettive dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, non ha rispettato l’obbligo di permanenza domiciliare imposto dalle autorità sanitarie ed è andato a fare la spesa.

Il soggetto è stato denunciato dai poliziotti della Digos locale per il reato di epidemia colposa. L’uomo era stato dimesso perché clinicamente guarito ma gli era stato intimato l’obbligo di permanenza domiciliare poiché ancora positivo al Covid-19 quindi potenzialmente contagioso per le altre persone.

Tant’è vero che era stato accompagnato a casa con un’ambulanza del 118. Lungo il tragitto l’uomo è stato bloccato da una pattuglia della polizia che svolgeva controlli per verificare il rispetto delle normative anti-Coronavirus. A quel punto il soggetto è stato riconosciuto dagli agenti.

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