Catania, piovono denunce per un ambulante del viale Mario Rapisardi: scatta anche il sequestro di un mezzo

I carabinieri della compagnia di Catania Piazza Dante, insieme alla Polizia municipale, hanno eseguito un controllo nei confronti di un venditore ambulante di frutta e verdura in viale Mario Rapisardi. L’uomo invadeva anche la banchina ed era privo di qualsiasi autorizzazione. Un’auto nella quale esercitava l’attività di vendita era senza copertura assicurativa.

Il mezzo è stato sequestrato e l’ambulante è stato sanzionato per l’inosservanza delle disposizioni governative relative al contenimento epidemico da Covid-19. Il personale della polizia municipale ha confiscato la merce e ha sanzionato il soggetto per l’esercizio di attività di vendita ambulante senza autorizzazione.

L’uomo, qualche giorno fa, era già stato sanzionato da un‘altra forza di polizia per le medesime motivazioni e denunciato all’autorità giudiziaria per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.

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Palermo, quattro ladri rapinano un supermercato e fuggono a bordo di un’auto di un dipendente

Una violenta rapina si è verificata in un noto supermercato di via Amedeo Aosta a Palermo. Si tratta di quattro persone con il volto coperto da mascherine chirurgiche, due dei quali armati di pistola che hanno puntato contro i presenti tenendoli sotto sequestro. I quattro soggetti poi sono fuggiti con il bottino rubando anche l’autovettura di un dipendente.

La polizia è intervenuta intorno alle 21 di ieri dopo la segnalazione degli stessi lavoratori del punto vendita. Il sequestro è durato una ventina di minuti. Due ladri controllavano i dipendenti e i clienti mentre gli altri hanno svuotato le casse trafugando diverse migliaia di euro. Alla fine hanno minacciato uno dei lavoratori di consegnare le chiavi della sua macchina. A quel punto sono fuggiti a bordo del mezzo rubato.

Gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico e la Squadra mobile locale conducono le indagini. Sono state acquisite le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza che potrebbero aver inquadrato i fatti.

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Coronavirus in Italia, la Federazione Russa aiuta il Belpaese: i dettagli

La Federazione Russa aiuta l’Italia nella lotta contro il Coronavirus. Il presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Giuseppe Conte, e il presidente russo Vladimir Putin hanno parlato telefonicamente del supporto fornito al Belpaese per fronteggiare l’emergenza sanitaria in atto.

A partire dal 24 marzo 14 aerei militari della Federazione Russa, con capacità di carico fino a 60 tonnellate, hanno trasportato in Italia medici, infermieri, esperti di sanificazione, attrezzature mediche e dispositivi di protezione individuale.

Sono giunti nella nazione 32 sanitari militari che hanno formato 8 equipe composte da anestesisti, virologi, infermieri, insieme ad interpreti e squadre esperte in sanificazione. I gruppi hanno lavorato al Nord d’Italia, in particolare nella città di Bergamo. I sanitari agiranno nella disinfezione delle 67 Residenze Sanitarie Assistite (RSA) della provincia. Inoltre 30 unità di mezzi speciali, ciascuna composta da 2 veicoli, e moduli di elaborazione dati installati su veicoli dedicati sono stati messi a disposizione dell’Italia.

Le vetture russe hanno portato presidi di protezione, unità mobili per la disinfezione dei mezzi di trasporto e del territorio, in grado di sanificare anche condutture idriche. Sono stati forniti ventilatori polmonari, macchine per effettuare analisi biologiche, mascherine sanitarie ad alta protezione, guanti e completi di protezione.

A disposizione dell’Italia anche un laboratorio chimico che in Russia è utilizzato per le operazioni di difesa nucleare, batteriologica e chimica.

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Coronavirus, persone arrivate a Messina lasciano l’hotel in cui erano stati ospitati

Le persone arrivate da Villa San Giovanni a Messina sono state ospitate per due giorni presso un hotel del posto. La notte scorsa sono andate via dall’albergo dopo essere state bloccate all’imbarcadero della città calabra dello Stretto per 72 ore. I soggetti faranno la quarantena nei comuni isolani di destinazione. Si attendeva il via libera della Regione Siciliana che ha definito gli ultimi dettagli con la Prefettura peloritana.

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Nasce Coordinamento Spontaneo Siciliano dei Presidenti di Consiglio Comunale

Nasce il Coordinamento Spontaneo Siciliano dei Presidenti di Consiglio Comunale, un organismo nato da diverse riunioni on line tra Presidenti dei Consigli Comunali della Sicilia con lo scopo di intraprendere iniziative essenziali a sostegno della lotta contro la diffusione del Coronavirus in Sicilia: “Siamo accanto ai nostri Sindaci, ai Comandi della Polizia Municipale ed alle Forze dell’Ordine dei nostri territori comunali, lavorando senza tregua e senza sosta alla complessa macchina organizzativa e di controllo delle misure di contenimento dall’epidemia del virus Covid-19 nei territori di ciascun Comune” hanno scritto in un documento.

Diverse le richieste avanzate dai 40 Presidenti. In particolare, chiedono al Presidente della Regione Siciliana Musumeci, che i confini regionali siano interdetti ai rientri dal Nord e dall’Europa. Rivolgono inoltre un appello accorato ai siciliani perché tutti rispettino con il massimo rigore possibile i divieti imposti dai Governi Nazionale e Regionale, rimanendo a casa ed eventualmente denunciando chi non si adegua “perché sia chiaro a tutti che nella grave emergenza sanitaria gli errori dei singoli possono ripercuotersi pericolosamente sulla collettività, trasmettendo il virus non soltanto su intere famiglie, ma diffondendolo anche in vaste aree, vanificando la quarantena alla quale si stanno sottoponendo interi nuclei familiari. E’ essenziale che questa condizione di incertezza e ristrettezza giunga a conclusione, poiché ha già messo in serie difficoltà non soltanto la salute ma anche l’economia di intere fasce sociali e della nostra stessa Regione”.

Tra le richieste dei Presidenti alla Regione Siciliana c’è quella di mediare con il Governo perché possa predisporre su scala nazionale ulteriori misure di controllo dei flussi migratori con l’uso di sistemi digitali ed eventuali applicazioni per smartphone che sono in grado di fornire traccia di spostamenti da parte di coloro che si autodenunciano, rientrando in Sicilia, e che devono rispettare il periodo di isolamento previsto come prevenzione da ulteriori contagi.

Il Coordinamento dei Presidenti inoltre invita il Governo Nazionale e la Regione Siciliana a volere prevedere misure di sostentamento anche economico per i soggetti e le categorie più disagiate, con presidi assistenziali e alimentari di supporto per le fasce più deboli delle nostre città, e anche per le utenze domestiche di luce e gas ”ricorda infatti che per noi siciliani è ancora tutto dovuto, senza riduzioni di fasce, diversamente da quello che sta avvenendo in altre Regioni d’Italia”.

Commercianti, artigiani e migliaia di famiglie siciliane fino ad oggi legate ad un lavoro saltuario ed incerto, adesso più che mai faticano economicamente a gestire la condizione in cui si trovano, per loro diventa sempre più difficile reperire risorse utili a sostenere al nutrimento e a quanto è necessario per vivere.

Un ultimo pensiero, – infine sottolineano- va agli operatori sanitari, ai medici ed infermieri, alla Croce Rossa Italiana, alla Protezione Civile e a tutti i Volontari senza la cui abnegazione e l’ incessante ed instancabile lavoro questa emergenza sanitaria non avrebbe argini né soluzioni.

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Calcio, Ambrosi ad A1N: “A Catania ricordi straordinari, un grandissimo gruppo e quella maledetta finale…”

Ricordi, presente ma anche tanto futuro nell’intervista concessa dall’ex bomber rossazzurro Alessandro Ambrosi alla redazione di Antenna Uno Notizie. Il “Re Leone”, questo il suo soprannome quando calcava i campi di gioco italiani, ha ripercorso insieme a noi i momenti più emozionanti della sua esperienza a Catania che, pur essendo stata relativamente breve, ha lasciato il segno. Interessanti anche le sue considerazioni sull’attualità del campionato di Serie C e della compagine etnea

“Si tornerà in campo? Spero e sono certo che si farà di tutto per riprendere la regolare attività e portare a termine i campionati, per lo meno quelli professionistici. E’ stata individuta una data, ad inizio maggio, per la ripresa di campionati e coppe, che dovrebbero quindi finire all’inizio dell’Estate. L’unica incognita sarebbe quella legata alla scadenza contrattuale del 30 giungo. Sono convinto però, prosegue Ambrosi, che le competizioni saranno portate a termine, magari giocando a porte chiuse. Le incognite sulle condizioni fisiche dei giocatori? Sarà come una nuova partenza, visto che ci sarà un mese di stop. Una situazione nuova per tutte le squadre, che si dovranno giocare i propri obiettivi ripartendo da zero.

Il mio giudizio sul Catania dell’ultimo periodo? La squadra veniva da una fase positiva, era riuscita ad innellare una serie di risultati importanti, a dare continuità. Un trend positivo che l’aveva riportato nelle prime posizioni playoff. Ritengo che il Catania, visto anche il nuovo assetto societario, avrà tutto da guadagnarci in questa fase di campionato. Ormail il primo posto è andato, tutti davano per scontato l’approdo dei rossazzurri agli spareggi promozione, mi auguro che alla ripresa il Catania possa proseguire il percorso positivo, per disputare un ottimo finale di campionato e un playoff importante, ricordiamoci che quelle sono sempre partite a sè dove conta molto la condizione psico-fisica.

In questi anni il Catania, a mio avviso, è mancato di compattezza nel gruppo, che è venuta meno alle prime difficoltà. E’ stato il leitmotiv degli ultimi anni: squadre costruite per vincere che si sono sfaldate man mano che sfumava l’obiettivo primo posto, essendo sempre molto altalenanti nei risultati. Come succede sempre in questi casi, quando non si ha una base solida, anche nei playoff se ne pagano le  difficoltà. C’è stata, più che altro, una mancanza di programmazione tecnica, che ha coinciso in queste stagioni di insuccessi da parte dei rossazurri. Il Catania di oggi è più squadra rispetto al passato, anche senza grandi nomi? Si, è questa la cosa che fa ben sperare… Il fatto che, precisa Ambrosi, nell’ultimo periodo, sia riuscito a trovare quella coesione che ha portato ad una serie di risultati importanti, anche su campi difficili. In fin dei conti la differenza non la fanno tanto i singoli, perchè specialmente in Lega Pro, non si parla di grosse individualità. Quindi, in questa fase, il Catania dovrebbe fare affidamento sulla compattezza del gruppo sul campo”.

“Mi aspettavo una Reggina così forte? Pensavo che potesse fare un campionato importante perché, oltre ad un grande organico che è stato poi rafforzato, ha un grande tecnico come Domenico Toscano, che io conosco bene. La squadra, quindi aveva tutte le carte in regolare per fare bene. Certo, magari mi sarei aspettato una lotta un po’ più serrata con il Bari o con la Ternana che, come altre squadre, ha avuto un periodo di calo. La Reggina, quindi, è stata più brava e fortunata dei suoi avversari nel non rimettere mai in discussione il primato. Era tra le mie favorite, ma non immaginavo un predominio così netto, soprattutto perchè, aggiunge Ambrosi, mi aspettavo qualcosa in più dalle altre, compreso il Catania. Sia da tifoso che guardando alle potenzialità, infatti, ad inizio stagione lo inserivo tra le compagini che avrebbero lottato per la promozione diretta”.

Il mio ricordo più bello la doppietta al “Celeste”? Quella, per me, era una partita importante come altre. Ricordo un gruppo straordinario, dal portiere al magazziniere, che quell’anno rischiò di centrare un’impresa. Quando arrivai eravamo in zona play-out, e poi arrivammo in finale perdendo una partita che, se la rigiocassimo cinquanta volte, la vinceremmo tranquillamente. Ho ottimi ricordi di quell’esperienza, in tutto… Le partite vinte, l’ambiente, l’euforia che si respirava, le gente che, pian piano, iniziava a crederci. E’ stato un crescendo di sensazioni e di emozioni che mi hanno portato a conoscere e ad avere il piacere di giocare in una piazza così importante che, negli anni successivi, ha dimostrato di meritare quello che vale. Catania è una piazza da Serie A, obiettivo che ha poi raggiunto disputando campionati che l’hanno attestata in quella che, secondo me, è la sua vera dimensione”.

Il mio ricordo del presidente Gaucci? Personaggi come lui, oggi, non esistono più, il calcio è solo per i businessman… Lui era uno degli ultimi mecenati, è venuto a Catania per la passione e non per altri fini reconditi. Ricordo che, quando decisi di venire al Catania, tutti mi presero per pazzo, visto che lasciavo il Crotone e la cadetteria dopo dei campionati improtanti, per una squadra che orbitava in zona play-out in Serie C. Io, però, venni subito conquistato dalla sua personalità, dalla sua voglia. Sono convintissimo che, se ne avesse il tempo e se le cose fossero andate diversamente, Gaucci avrebbe portato il Catania in Serie A. Ha raggiunto, comunque, un traguardo importante come la B. Il mio unico rammarico è quello di non aver potuto continuare l’esperienza con lui, anche se negli anni successivi ci furono diversi tentativi di riavvicinamento che purtroppo, per un motivo o per un altro, non andarono in porto. Ritengo davvero che lui sia stato una di quelle poche persone pronte a dare tutto per il calcio, che mancherà tantissimo a questo sport. I tifosi del Catania dovranno riservagli sempre un posto nel cuore, perché ha dato veramente tanto per questa squadra, ed avrebbe dato sicuramente di più se avesse potuto”.

“Adesso, conclude Ambrosi, mi occupo di calcio giovanile, faccio scouting anche all’estero, ed ho due academy, una in Tanzania ed una in Svezia. Una cosa che, al giorno d’oggi, è secondo me fondamentale per delle società che vogliono costruire progetti importanti. Viaggio moltoalla ricerca di nuovi, vedo tante partite di ragazzi e le mie academy adottano metodi di lavoro innovativi”.

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Editoriale | Il Coronavirus e la prova di maturità chiesta alla popolazione italiana

Di questi giorni tormentati relativi all’espandersi del Coronavirus in Italia, in cui abbiamo assistito – continuiamo e continueremo a farlo in queste ore, nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, probabilmente – alla costante sovrapposizione di notizie, bollettini statali, regionali e dei singoli comuni, e dichiarazioni, seguite poi dall’emanazione di decreti ministeriali, come l’ultimo maturato ieri e messo in pratica oggi, racconterà la storia tra molti anni. La storia ci restituirà soprattutto i dettagli che oggi a qualcuno appaiono insignificanti, poiché nel momento del “ciò che stai vivendo adesso” e del “salvarsi la pelle” molti ragionamenti vengono postposti. Ma arriverà il momento di tirare le somme sul comportamento posto in essere dall’intera comunità cittadina italiana, intesa questa come la componente politica, tecnica, di stampa e delle persone comuni che un ruolo determinante comunque avranno giocato in questa triste vicenda, perché triste sarà a prescindere da tutto anche quando tutto sarà finito e l’allarme sarà rientrato, per diversi motivi. Valuteremo e discuteremo su quanto saggezza e prudenza o al contrario incoscienza e frenesia potranno avere inciso sul dato finale che consegnerà il numero di contagi e le vittime del Coronavirus.

Le ore dei sensazionalismi sono superate, così come quelle dei professori di medicina che in realtà non hanno mai realmente acquisito il merito di potersi definire tali nel consegnare messaggi, in particolare sui social, che possano avere avuto una incidenza sui comportamenti poi assunti dalla popolazione della penisola. Dispiace constatare che a molti piace giocare sulla possibilità di diffondere panico facendo leva su quello che è purtroppo per il Belpaese un grande problema: quello della ignoranza diffusa, della incapacità di saper leggere oltre un post online non accreditato, di non saper leggere i dispositivi ministeriali nella loro interezza, anche a causa di un cattivo filtro probabilmente, tra istituzioni, media e cittadini. Dispiace anche il fatto che al contrario qualcuno minimizzi eccessivamente, dimenticando dei parenti, dei conoscenti ma non solo che tra età anagrafica e condizioni di salute già precarie potrebbero rischiare ben più di qualche acciacco. Ma c’è anche un altro grande fardello che l’Italia paga, e nello specifico paga il governo, ovvero quello di essere diventato drammaticamente poco credibile, non adesso, ma negli anni. Il cittadino italiano rigetta, rifiuta e non vuole vivere il mondo delle istituzioni, si pone lontano e non partecipe attivamente, ritenendo questo inutili ai fini della vita quotidiana. Niente di più sbagliato, e queste circostanze lo dimostrano.

L’approccio che in punta di piedi la Redazione di Antenna Uno Notizie ha sempre seguito, è quello della fiducia nei confronti delle istituzioni che hanno potere e competenza decisionale e della diffusione di dati ufficiali, di interviste a professionisti del settore, senza mai creare un clima di pressione, panico o incertezza partendo dai titoli per finire con l’ultimo capoverso dei nostri testi. Ammesso e non concesso che le tempistiche degli interventi della politica siano state corrette, e ovviamente anche questo si valuterà a posteriori, delle direttive in seconda istanza e dei suggerimenti nella prima fase di sviluppo del contagio di Coronavirus sono state date in tempi non sospetti.

In quanti hanno seguito alla lettera ogni suggerimento dato? Questo è un elemento che intacca la coscienza dei singoli individui, certamente. Ci sono però dei fenomeni di una certa gravità che pongono in ginocchio il paese, in un singolare tentativo autodistruttivo incomprensibile. All’invito di passare più ore in casa, c’è chi ha risposto regalandosi serate all’ultimo drink in serate da sballo col tutto esaurito. C’è chi davanti alla prossima entrata in vigore di un decreto di divieto di uscita dai confini, risponde uscendo dai confini. Infine chi dopo un avviso che vede l’Italia diventare zona protetta con tanto di invito alla cautela e ad uscire meno di casa risponde affollando i supermercati dopo pochissimi minuti. E gli esempi potrebbero aumentare, ma non è questa la sede in cui creare un listone dei comportamenti giusti o sbagliati già verificatisi.

Semmai questo è un momento di riflessione sul futuro, sia quello più vicino che quello distante, in cui altre prove di maturità vedranno l’Italia e il mondo protagonisti. A quel punto superare l’esame a pieni voti non dipenderà da una macchina burocratica chiamata stato a cui potere addebitare successi e colpe ma dai singoli individui che sapranno darsi regole di giusto comportamento per superare un momento di criticità.

Nella civiltà delle impression, dei contenuti emozionali perché più accattivanti, il nostro invito da addetti ai lavori è quello di tornare alla cultura dell’approfondimento, dei contenuti reali perché autentici. Basta alle critiche, si alla correzione di eventuali errori altrui. Basta panico, si al giusto timore per un pericolo che potrebbe essere importante soprattutto per i nostri concittadini e connazionali più anziani e per quelli che hanno già delle patologie che si aggraverebbero per il Coronavirus. Basta alla frenesia, si al ragionamento e alle azioni corrette per la salvaguardia della salute pubblica.

E così il Coronavirus sarà debellato. E otterremo la maturità nella scuola della vita.

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Catania, boom di presenze al Lungomare Fest 2020

Tantissime famiglie, comitive, giovani e anziani, nella giornata di ieri, hanno preso parte al primo appuntamento del Lungomare Fest 2020, idea promossa dal sindaco di Catania Salvo Pogliese. Nonostante il panico creatosi a seguito dal caso Coronavirus, le zone del lungomare etneo da piazza Europa a piazza Mancini Battaglia, liberate dal traffico di auto e motocicli, erano gremite di persone, secondo le stime del Comune sono state oltre trentamila le partecipazioni. Nelle aree erano presenti iniziative di ogni genere: solidarietà, cultura, sport, artigianato, educazione all’ambiente e alla salute, giochi e intrattenimento per i più piccoli.

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Palermo, sequestrati 105 kg di sigarette di contrabbando: un arresto e una denuncia

Sono stati confiscati centocinque chili di sigarette di contrabbando dai finanzieri del 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Palermo. Le Fiamme Gialle notando un’andatura curiosa di un’autovettura con due persone a bordo la quale viaggiava in autostrada, verso il capoluogo siculo, hanno deciso di fermarla allo svincolo di Villabate.

Nel corso della perquisizione del mezzo, vettura risultata noleggiata, sono state rinvenute più di 500 stecche di Merit e Chesterfield senza il contrassegno dei Monopoli di Stato previsto. Se i soggetti fossero riusciti a piazzarle sul mercato avrebbero fruttato più di 18.000 euro. L’uomo che guidava, un 37enne palermitano è stato arrestato e sottoposto all’obbligo di dimora con divieto di allontanamento nelle ore notturne. La compagna di 22 anni è stata invece denunciata a piede libero in concorso per il reato di contrabbando di tabacchi lavorati esteri.

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