Finaria e Calcio Catania, i perché di ciò che accade in questi giorni tempestosi

Sono giorni particolarmente movimentati quelli che si stanno vivendo in casa Finaria e quindi anche Catania Calcio sul fronte della possibile cessione. Riordinare un po’ le idee fortemente scombussolate dagli ultimi accadimenti dopo un periodo di silenzio quasi assordante durato fin troppo è quindi quanto di più utile si possa fare, al momento.

Per far chiarezza bisogna cercare di fare una ricostruzione corretta dei fatti.

A seguito della importante situazione debitoria del gruppo Finaria, cui fa capo il Calcio Catania Spa, è stato richiesto con formale domanda depositata al Tribunale di Catania sezione fallimentare l’accesso alla procedura concordataria nel tentativo di ristrutturazione del debito. Questo significa che commissari nominati dal tribunale subentrano nell’attuale amministrazione di Finaria.

Sul fronte Calcio Catania spa, nel frattempo, abbandonata presto quella che si è rivelata l’astratta ipotesi Follieri, è stato costituito un Comitato a rappresentanza di una cordata formata presumibilmente da diverse personalità che fanno parte del tessuto imprenditoriale della città ma della cui identità dei singoli non è ancora pervenuta ufficialità, che ha manifestato il proprio interesse all’acquisizione della società etnea.

Tra patto di riservatezza ed emergenza COVID-19, un periodo silenzioso rotto solamente pochi giorni giorni fa quando il Comitato annunciava tramite comunicato la prima offerta per l’acquisto del Catania Calcio spa, offerta pari a 2 mln di euro pagabili con comode rate, 30 in tutto: 200mila euro alla firma dell’accordo, 300mila entro il 6 giugno e altre 28 rate successivamente (all’incirca 53,6mila euro a rata). Finaria ha a sua volta risposto, sempre per mezzo di un comunicato fatto pervenire direttamente a Maurizio Pellegrino, nel frattempo intervenuto negli studi di Futurapress, rifiutando l’offerta ritenendola “non congrua”.

È obbligatorio premettere che, dal momento in cui il Gruppo Finaria ha chiesto l’accesso alle procedure concordatarie, ogni decisione ad esso relativa, compresa, dunque, la Cessione del Calcio Catania Spa, sarebbe dovuta passare al vaglio del Tribunale, per conto dei Commissari nominati, cosa certamente accaduta prima che Finaria, tramite l’ufficio stampa del Calcio Catania, trasmettesse il rifiuto dell’offerta.

Poco davvero c’è da dire sulla “non congruità” dell’offerta avanzata dalla cordata che, offrendo 2 mln di euro, rateizzabili e delle cui garanzie a sostegno non ci è dato sapere, oltre l’accollo dei debiti, non entusiasma e non può essere indicatore di forza economica in questa forma, lo specifichiamo la forma è importante in questa circostanza poiché l’accesso alla procedura di ristrutturazione del debito esige una immediata ricerca di liquidità che possa appunto ammortizzare il debito complessivo. Si ritiene inoltre che, ammessa e non concessa la congruità, oltre che la ratealizzabilità della cifra, la piazza di Catania oggi esiga, quasi pretenda, l’interesse di qualcuno che possa finalmente portare fuori dalle sabbie mobili la squadra etnea che da troppo tempo milita nelle categorie inferiori del calcio professionistico; la piazza merita e pretende qualcuno in grado di investire denaro in virtù di un progetto condiviso: portare il Calcio Catania agli antichi splendori.

Le prossime mosse della cordata, e quindi del Comitato, saranno determinanti per capire quale esito potrebbe avere la trattativa. Del resto lo stesso Maurizio Pellegrino ha parlato di “primo approccio”. Il rilancio dell’offerta potrebbe restituire una immagine diversa delle potenzialità del gruppo. Non si può entrare nel merito dell’approccio, dettato probabilmente anche dalla presa visione degli indicatori debitori del club rossazzurro e bisogna attendere le mosse successive, le prossime puntate della telenovela che però ha già stancato i tifosi che vanno capiti dopo anni di delusioni e parole che il vento ha portato via, perché non supportate dai fatti.

Cordata e Comitato a parte, cosa potrebbe accadere al Calcio Catania? Ipotizziamo possibili scenari.

Il primo e più probabile epilogo di questa storia è che la cessione si concluda con un’asta, nell’ambito quindi di una procedura concorsuale. A questa conclusione si arriverebbe se la Cordata, al momento unica formale interessata all’acquisto del Calcio Catania, non rimodulasse l’offerta respinta in modo da farla diventare congruente: per intenderci, facendo una stima veloce, dovrebbe offrire almeno dai 5 ai 10 milioni di euro, più l’accollo dei debiti, almeno questo è il parere che addetti ai lavori forniscono alla nostra redazione.

E se, invece, nella trattativa subentrasse un terzo che manifestasse il proprio interesse alla cessione? Si aprirebbero nuovi scenari. Il Catania per evitarne il fallimento può auspicare soltanto ad una cessione totale delle quote? Ci riferiscono di no. Uno scenario eventuale potrebbe vedere subentrare nell’attuale assetto societario un nuovo socio, con, magari, una buona capacità di liquidità, che potrebbe acquisire la maggioranza delle quote. Certo, anche questa ipotesi dovrebbe essere accuratamente vagliata dal Tribunale a cui spetterebbe, in ultima istanza, la decisione.

Ma c’è di più: con l’emergenza sanitaria che è diventata anche economica e sociale, dovuta al COVID-19, il Governo ha previsto diverse misure di aiuto alle imprese e tra queste, si contempla un “prestito su larga scala” che potrebbe diventare il nuovo “salvagente” di Finaria. Si, avete capito bene: la crisi finanziaria potrebbe portare un beneficio per il Catania Calcio, ed aprire, così, scenari nuovi, fino ad un mese fa, impensabili.

Fonte foto: calciocatania.it

Condividi

Calcio, conclusa assemblea dei club di Serie C: il comunicato della Lega

L’assemblea dei club di Lega Pro restituisce alla sua conclusione un quadro d’insieme della situazione vissuta dalle sessanta realtà che costituiscono la terza serie professionistica del calcio italiano. Un quadro ricco di criticità economiche, sulla cornice – naturalmente – di città martoriate dal Coronavirus anche e soprattutto su altri fronti. Ma anche il contesto pallonaro è entrato in crisi, soprattutto quello della Serie C con le società che chiedono soluzioni immediate, ribadendo le notevoli difficoltà nell’ipotizzare un ritorno in campo. Di seguito riportiamo il comunicato ufficiale diffuso dalla Lega Pro:

“Questa mattina si è svolta in videoconferenza l’Assemblea dei Club di Lega Pro, la prima durante l’emergenza Covid-19. L’Assemblea si è svolta in un clima di commozione per il complicato momento che sta attraversando il Paese e per quanti, direttamente o indirettamente, sono toccati dal virus. Durante l’Assemblea sono stati illustrati e condivisi i primi risultati concreti che il Comitato di Crisi di Lega Pro ha conseguito, avvalendosi del supporto dei professionisti interni e dei consulenti di PWC TLS.I Club hanno manifestato la necessità di adottare il prima possibile misure che permettano la sostenibilità economica, a partire dallo svincolo sulle fideiussioni e la possibilità di accedere alla Cassa Integrazione in Deroga. Su quest’ultimo aspetto, in particolare, i Club chiedono al Governo, al Ministro Spadafora e al Ministro Gualtieri la possibilità di prevedere questo intervento nelle prossime misure che saranno varate.

I Presidenti hanno dato al Presidente Ghirelli mandato di rappresentare alla FIGC la specificità della Serie C, una Lega particolarmente in difficoltà in questo momento, soprattutto per quelle squadre che si trovano nelle aree del Paese dove il virus registra una maggiore diffusione. Difficile pensare di tornare a giocare in città sconvolte, pur avendo in grande cura le ragioni giuridiche. Questi due elementi vanno tenuti insieme.

”Ho già rappresentato alla Federazione – dichiara Ghirelli al termine dell’Assemblea – le necessità e le istanze dei Club. È necessario trovare un punto di equilibrio tra le questioni etiche, le responsabilità collettive e la possibilità per le squadre della Serie C di continuare a spendersi in prima linea per quel calcio che fa bene al Paese. Abbiamo tracciato una linea comune sull’esigenza di riforme basate sul taglio dei costi ai fini della sostenibilità economica – prosegue Ghirelli. Il rischio è enorme per la C anche in relazione alla continuità aziendale”.

Il Presidente Ghirelli ha avuto inoltre mandato di proseguire la trattativa con l’AIC e con Aiac affinché si possa raggiungere una soluzione che richiede la consapevolezza che tutti devono fare grandi sacrifici in un momento di crisi così drammatica.

Nel corso dell’Assemblea, il Presidente ha ribadito che la priorità è la tutela della salute ed ha ricordato che la Serie C è stata la prima a fermare, lo scorso 21 febbraio, le partite nelle cosiddette zone rosse. Finché non ci saranno le condizioni sanitarie per giocare, come da indicazioni del Governo, non si scenderà in campo. Ghirelli ha citato le parole che il Presidente Infantino ha scritto all’omonimo calciatore della Carrarese per ringraziare i club di C e il loro impegno nel sociale, legato all’emergenza “Tu e i tuoi colleghi siete un punto di riferimento dei tifosi, dei bambini. Con le tante iniziative che attraverso i social diffondete, siete un esempio di educazione nei comportamenti che occorre tenere, perché la salute, il bene più prezioso che abbiamo, venga salvaguardata. La salute al primo posto, ieri, oggi e domani. La voglia e la speranza di tornare a gioire per un goal che entra in rete. Sta in questo binomio salute e goal, cioè paura e speranza il nostro agire di ogni giorno”.

Parole di vicinanza sono state espresse nei confronti di Cesare Fogliazza, AD della Pergolettese per i recenti lutti che hanno colpito il club”.

Condividi

Calcio, cessione Catania: il no all’offerta del comitato e le prospettive future

Quelli che stiamo vivendo sono e saranno giorni fondamentali per definire il futuro del Catania e, soprattutto,il destino della matricola, quell’11700 che ha un immenso valore per i tifosi e per la città.

La cessione, come noto ormai da tempo, rappresenta in sostanza l’unica strada per salvaguardare l’integrità del Calcio Catania 1946 (anche se in seno alla società si ragiona anche su altre strade) ragion per cui questo tema tiene banco dalle parti di Via Magenta ma anche, ovviamente, tra gli appassionati ed indomabili sostenitori etnei. L’offerta presentata dal comitato Pagliara – Pellegrino – Di Fazio che rappresenta una cordata di imprenditori locali, è stata giudicata non congrua dalla società rossazzurra. 2 milioni di euro divisi in 30 rate, la prima delle quali da 200.000 euro, questa la proposta degli acquirenti, ai quali va aggiunto il totale accollo dell’importante massa debitoria del sodalizio etneo. Proposta che, come detto, è stata rispedita al mittente. Il Catania contesta, innanzitutto, l’entità della cifra in relazione al patrimonio, dal momento che il valore certificato a bilancio si aggira sui 18 mln. Non convincono, poi, le modalità di erogazione della cifra e la significativa rateizzazione. Il rifiuto potrebbe anche essere letto nel naturale gioco delle parti che si innesca allorquando si avvia una trattativa, certo, e potrebbe essere altresì essere volto ad ottenere il rilancio da parte della cordata. Bisognerà tuttavia capire se ci sono i pressupposti affinchè le concertazioni tra le due parti vadano avanti: elemento che, ad oggi, non è certo. Basti pensare a quanto avvenuto ieri, con il comunicato che annunciava il rifiuto dell’offerta emesso proprio durante la conferenza stampa del portavoce Maurizio Pellegrino e la sua piccata reazione allo stesso. Al tutto va aggiunto che in seguito ci sarà anche il tribunale ad esprimersi…

Insomma, staremo a vedere, senza dimenticare che, come più volte ribadito dalla società, ci sarebbero altri acquirenti alla finestra, pronti a “gareggiare” con la cordata di imprenditori locali. Il percorso che dovrà portare alla cessione, quindi, potrebbe protarsi a lungo nel tempo, anche perchè la richiesta di concordato preventivo in bianco portato avanti da Finaria, la holding che controlla anche il Calcio Catania, coinvolge in queste complesse dinamiche anche il tribunale e i commissari da questo nominati. Saranno espresse delle valutazioni sull’entità e sul valore delle varie offerte e, in ragione di queste, si aprirà una procedura, ovvero una vera e propria gara tra i papabili acquirenti che partirà da una sorta di base d’asta. In sintesi, dunque, il tribunale ed i commissari faranno da garanti, vigilando sull’intera procedura, e non è da eslcudere che, col passare delle settimane e il protrarsi dello status quo, potrebbero decidere di “entrare a gamba tesa” ed assumere un ruolo decisivo nel capitolo cessione.

Il passaggio di consegne che certificherà la fine dell’era Pulvirenti, chiesto a gran voce dalla piazza, è ormai inevitabile e sarà questa la strada maestra da seguire. Capiremo prossimamente se, questo passaggio di consegne, si verificherà prima di un traumautico fallimento e se si riuscirà a salvaguardare l’immenso patrimonio che risponde al nome di Calcio Catania 1946.

 

V.S.

Condividi

Calcio, Comitato: Catania m’ami o non m’ami?

La tanto attesa conferenza stampa del Comitato interessato ad acquisire le quote societarie del Calcio Catania si è finalmente svolta, ma gli interrogativi e le perplessità nonostante tutto sono ancora molti.
Pronti, via! Maurizio Pellegrino dopo aver fatto un breve preambolo sul comitato e sull’intenzione da parte del gruppo di imprenditori locali di acquisire il Calcio Catania, inizia a rispondere ai primi quesiti dei cronisti. L’ex allenatore degli etnei con trasporto e determinazione ha sottolineato l’enorme situazione debitoria in cui versa il Catania spiegando, implicitamente, quanto l’offerta posta in essere sia figlia del monte debiti del club etneo. Ma mentre con slancio Pellegrino, sfogliava la sua margherita accarezzando il sogno di poter vedere concretizzati i propri desideri e quelli della cordata, ecco arrivare la doccia fredda. Con una tempestività machiavellica il club etneo divulga un comunicato stampa (in concomitanza con la conferenza in diretta facebook) in cui rigetta l’offerta formulata dal comitato. Si sa: il bon ton è ormai “démodé.
Al corteggiamento è arrivato, dunque, un diniego. Chissà se si tratta solo del gioco delle parti, nel tentativo di alzare la posta da parte dei possibili acquirenti o se si tratta di una chiusura definitiva.
Il no secco del Catania ha comunque avuto un impatto emotivo importante su Maurizio Pellegrino che, preso atto del gran rifiuto, ha con veemenza sottolineato e ribadito che, ad oggi, al Catania non sarebbero pervenute offerte serie con tanto di credenziali bancarie al seguito. Anche se nelle scorse ore abbiamo raccontato di un interessamento per il 51% del club.
La telenovela, probabilmente, sarà destinata a durare ancora.
Ai supporter non resta, dunque, che sperare e affidarsi al destino o alla chiaroveggenza, perché oltre al fatto che la trattativa non sembri decollare, non sono neanche stati svelati i volti degli imprenditori che starebbero dietro la cordata. Chissà se altre carte, magiche riusciranno a svelarci dell’altro.

A.N.

Fonte foto: calciocatania.it

Condividi

Cessione Calcio Catania, Pellegrino parla e Finaria risponde: “Offerta non congruente”

Arriva proprio durante la diretta Facebook del suo rappresentante nel comitato, Maurizio Pellegrino, il rifiuto momentaneo alla cordata dell’offerta annunciata giorni fa da parte del Calcio Catania e quindi Finaria (offerta di 2mln di euro complessivi, divisi in tre parti: 200mila euro all’acquisto, 300mila entro il 6 giugno e il restante milione e mezzo in 28 rate). Ecco di seguito il comunicato di Finaria:

“Finaria S.p.A., nell’accogliere di buon grado la manifestazione d’interesse relativa al Calcio Catania S.p.A. in cui sono riportate le modalità di pagamento in caso di accordo e l’entità delle stesse, ritiene la proposta d’acquisto non congruente con le specifiche della procedura in atto e con gli aspetti materiali ed immateriali dell’asset Calcio Catania”.

Fonte foto: calciocatania.it

Condividi

Calcio Catania, Luigi D’Angelo: “Altro contatto per l’acquisizione delle quote per la maggioranza del 51%, realtà non locale”

Il collega giornalista Luigi D’Angelo nel corso di una finestra di approfondimento sul Catania in onda sulle pagine social di informazione sportiva della redazione di Antenna Uno Notizie ha riferito quella che potrebbe essere una importante novità in chiave Catania. Nel giorno successivo alla comunicazione della cordata di avvenuto invio della manifestazione di interesse corredata da offerta per l’acquisto della società rossazzura, il collega riferisce di un altro contatto con il club etneo per l’acquisizione delle quote per la maggioranza del 51%. Si tratta di una realtà non locale. Ad oggi comunque la situazione meglio avviata è proprio quella con la cordata, rappresentata dal comitato facente capo a Fabio Pagliara e Maurizio Pellegrino.

Condividi

Calcio Catania, la cordata presenta manifestazione e offerta alla società: giovedì parla Pellegrino

Si muove qualcosa in casa Catania in merito alla cessione della società rossazzurra. E’ notizia di pochi minuti fa, infatti, che la cordata rappresentata dal Comitato che ha quali principali punti di riferimento Fabio Pagliara e Maurizio Pellegrino ha inviato la manifestazione d’interesse corredata dall’offerta d’acquisto delle quote del Calcio Catania. L’ex calciatore ed allenatore etneo, inoltre, è stato designato dalla cordata quale portavoce nei confronti della stampa, e risponderà alle domande dei giornalisti Giovedì 2 aprile alle ore 17:30, tramite una diretta Facebook di Futura Production.

Di seguito il comunicato ufficiale:

 

“Il comitato per la acquisizione del Catania Calcio, coordinata da Fabio Pagliara e Maurizio Pellegrino, comunica di aver inviato l’ufficiale manifestazione di interesse con offerta di acquisto per l’acquisizione delle quote del Calcio Catania detenute dall’azionista di maggioranza Finaria Spa al presidente del Calcio Catania, Gianluca Astorina che ha l’incarico di liquidatore di Finaria; alla Sezione Fallimentare del tribunale di Catania, all’avvocato Alessandra Leggio e al dottore commercialista Niccolò Notarbartolo, commissari liquidatori nominati per Finaria dal Tribunale di Catania; per conoscenza all’amministratore delegato del Calcio Catania Giuseppe Di Natale. La Cordata, inoltre, rende noto di aver dato incarico a Maurizio Pellegrino di rispondere alle domande dei cronisti attraverso i canali di Futura Production. […] . Maurizio Pellegrino risponderà alle domande nel corso di una diretta sulla pagina Facebook di Futura Production giovedì 2 aprile alle ore 17,30″. 

 

 

Condividi

Calcio | Lo Monaco in tv e cessione Catania. Intanto va in scena “Aspettando Godot”

Il torneo di terza serie, così come tutte le altre competizioni sportive nel mondo, è stato sospeso e difficilmente potrà giungere alla sua naturale conclusione sino a quando non sarà scongiurato il pericolo del virus e salvaguardata la salute di tutti noi cittadini.

All’improvviso, quando il pallone per cause di forza maggiore smette di rotolare sul rettangolo verde, ecco entrare in scena, nuovamente, Pietro Lo Monaco. L’ex amministratore delegato del Calcio Catania, dimessosi dall’incarico di “primo manager”, ha parlato dinanzi ai microfoni di una nota emittente sportiva nazionale (Sportitalia) sia nelle vesti di direttore generale del club rossazzurro, che in qualità di consigliere di Lega.

“È impensabile continuare una stagione che per la Serie C vuol dire essere già fuori da ogni logica. Questo, di conseguenza, comporterà l’annullamento del campionato, la sospensione degli emolumenti e anche la restituzione delle fideiussioni”.

È dunque questa la proposta dell’ex ad e attuale dirigente rossazzurro oltre che componente del consiglio di Lega. Dietro queste importanti dichiarazioni ecco aprirsi un ginepraio di ipotesi, che non solo depistano gli ultimi orientamenti della società di Via Magenta votati verso la cessione, ma aprono qualsiasi genere di ipotesi, anche la più assurda. Il dirigente in quale veste si è espresso in questo intervento?

Prima di tutto è legittimo chiedersi se Lo Monaco è in attesa di tornare alla ribalta data la consistenza e la portata di quanto espresso ai microfoni di SI (presentato come il “numero uno del Catania”, il “deus ex machina” senza nessuna smentita). Mai come in questo periodo, infatti, le parole devono essere misurate, perché ogni espressione può dar adito a diverse interpretazioni.

Qualora il campionato di serie C non giungesse a conclusione, il Catania risparmierebbe in termini economici su stipendi dei calciatori, che potrebbero usufruire della cassa integrazione, oppure trovare un accordo con gli stessi atleti che mirerebbe ad una decurtazione dell’ingaggio. A queste somme si andrebbero ad aggiungere altri sgravi in termini di contributi e fidejussioni che la Lega di serie C restituirebbe alle società di terza serie.
Dunque, con questi risparmi, il patron Pulvirenti, non risolverebbe di certo gli atavici problemi economici che attanagliano il Catania e tutte le altre società appartenenti alla holding Finaria, ma vedrebbe il baratro un po’ più lontano.
Le dichiarazioni più significative inerenti al mondo Catania, ad oggi, non sembrano far presagire un’imminente cessione societaria, ritardandone sempre più la prospettiva. Del resto, i recenti cambi di ruolo nella stanza dei bottoni non schiariscono le idee a proposito, anzi infittiscono dubbi e perplessità.

La cessione del Catania sembrerebbe esser scritta e sceneggiata da Samuel Beckett: “Waiting for Godot”, meglio conosciuta come “Aspettando Godot”, la cui trama si sviluppa attraverso l’incontro di due soggetti che aspettano invano l’arrivo di un enigmatico personaggio di nome Godot, che in realtà non giungerà mai in scena. Una commedia, dunque, amara e grottesca come quella che stanno vivendo i tanti supporter etnei nella speranza che il Catania un giorno possa risollevarsi.

 

A.N.

Condividi

Serie B, Serie C e Coronavirus | Slittano alcune scadenze: pagamenti fissati per il 30 giugno e rateizzazione

Altre misure arrivano in sostegno delle società di Serie B e Serie C in attesa di decisioni ufficiali in merito al destino dei campionati in corso, sospesi per l’emergenza Coronavirus. Dopo il precedente rinvio delle scadenze previste per il 16 marzo al 16 aprile, un ulteriore slittamento per il versamento di ritenute Irpef, contributi Inps e Fondo di fine carriera realtivi agli stipendi di gennaio e febbraio che potranno essere saldati entro il 30 giugno, con la possibilità di rateizzazione in cinque rate. In caso di mancato adempimento, però, è prevista una penalizzazione che sarà pari a -2 punti in classifica da scontare nella prossima stagione 2020-2021. Questi i provvedimenti stabiliti dalla Federcalcio in attesa di ulteriori emendamenti riguardanti la richiesta di cassa integrazione e altre misure di sostegno. Nei prossimi giorni indicazioni sul proseguo della stagione. Di seguito parte del comunicato:

“Il termine del 16 aprile 2020, oggi fissato per le società di Serie C, ai fini del pagamento delle ritenute IRPEF, dei contributi INPS e Fondo Fine Carriera dovuti ex art. 85, lett. C),par. V delle NOIF, in relazione agli emolumenti del quarto bimestre (1 gennaio e 29 febbraio 2020) ed a quelli precedenti, è posposto al 30 giugno 2020, con possibilità di rateizzazione in 5 pagamenti mensili di eguale importo, decorrenti dal mese di giugno 2020. In deroga all’art. 33, comma 4 del Codice di Giustizia Sportiva, il mancato adempimento di cui alle precedenti lett. a) e b), anche con riferimento alle singole rate, comporta l’applicazione, a carico della società responsabile, della sanzione di cui all’art. 8, comma 1, lett. g) del Codice di Giustizia Sportiva, di almeno 2 punti in classifica, da scontarsi nella stagione sportiva 2020/2021”.

Condividi

Calcio Catania, quanto accade oggi | il gioco delle parti non piace a nessuno: si lavori alla cessione di un grande bene cittadino

Un’altra settimana burrascosa per Finaria (e quindi in particolare per Meridi e per il Catania) si è aperta quest’oggi. Burrascosa perché emergono tratti che riguardano il futuro della matricola rossazzurra 11700, futuro sempre incerto e attorno al quale ruotano interessi e diatribe che aprono ad uno scenario fitto di ombre che vanno dissipate dai fatti che accadranno nel tempo. Sul fronte Meridi altri avvenimenti passati hanno accelerato il processo che porterà ad un giudizio sull’epilogo di quest’azienda.

Un dato è certo, lo fornisce Unica Sport quest’oggi, raccontando dell’avvio della procedura di concordato preventivo in bianco per Finaria. Noi di Antenna Uno Notizie avevamo annunciato l’inizio di manovre burocratiche che avrebbero avuto un significato in chiave Finaria e quindi anche in chiave Catania, eccoci al passo dunque. Cosa significa in soldoni, e quali conseguenze ha questa iniziativa sul futuro del sodalizio etneo? Meglio fare un po’ di chiarezza in tal senso, alberga un po’ di confusione. Accedere alla procedura significa sostanzialmente far prendere parte al Tribunale di Catania delle vicende e della vita quotidiana della holding Finaria, questo è sinonimo di monitoraggio in tempo reale delle attività, comprese quelle che riguardano – visto lo stato di liquidazione di Finaria – la cessione degli apparati che costituiscono la holding. Fatto il prezzo per la vendita, il Tribunale lo valuta, prende visione delle offerte che arrivano per fare un esempio, offerte che quindi non possono “passare inosservate”, questo è assolutamente impossibile che accada. Il piano di rientro è ancora in fase di redazione, e non ce n’erano altri già pronti sul tavolo prima di adesso. Dopo l’avvio della procedura, 120 giorni per produrre un planning che possa essere giudicato e approvato. Un altro aspetto da chiarire, prima di andare a ricercare le conclusioni di quanto sta avvenendo in questi giorni e in queste ore. I due studi che si occupavano fattivamente di trattare la cessione del Calcio Catania sono momentaneamente messi da parte, per due ragioni distinte: da una parte lo studio Gitto ha rinunciato all’incarico, come perviene da fonti interne alla società etnea, dall’altra il legame con il GOP di Roma è momentaneamente saltato, proprio dopo l’accesso al concordato ma non è da escludere la possibilità di un nuovo accordo. Smentita dunque la diceria che voleva oggi un incontro in chiave cessione. La cordata rappresentata dal Comitato di Pagliara e Pellegrino non ha mollato un centrimetro, ma non vuole cedere a meccanismi per il rilancio dell’offerta, avendo tutto sommato ben chiaro quanto è nelle proprie possibilità per acquisire le quote societarie. Tutto il resto è noia. Si sapeva già di agire nel bel mezzo di una tempesta.

Riavvolgendo il nastro, la futura costante presenza di commissari da una parte e giudici dall’altra ha certamente un valore, avrà valore l’offerta della cordata in quest’ottica e poi ci sono le intenzioni processabili o meno processabili, questo è un aspetto che valuterà ciascuno in via individuale. E su queste è difficile andare a dare una chiara indicazione. La cessione è l’unico mezzo utile per non vanificare anni si storia e successi, ma anche di cocenti delusioni per la matricola tanto spesso citata. Passa da questo e da poco altro il futuro…

Condividi