ESCLUSIVA A1N, Astorina (Pres. Catania): “Emozionato per la nomina, lavoreremo tanto”

La redazione di Antenna Uno Notizie ha intervistato in esclusiva, a poche ore dalla sua nomina, Gianluca Astorina, neo presidente del Calcio Catania. Nel suo primo intervento pubblico da numero uno del sodalizio etneo Astorina ha raccontato l’emozione per l’importante incarico affidatogli ed ha altresì tracciato le linee guida del percorso che intende intraprendere al timone della società rossazzurra.

 

Non posso dire, ovviamente, determinate cose per un motivo molto banale. Innanzitutto perchè le devo capire e vedere bene io, e poi perché, in un momento tanto delicato, meno si parla meglio è. Di sicuro ci sarà l’impegno da parte di tuttti, e devo fare un ringraziamento particolare al vecchio Consiglio d’Amministrazione, perchè hanno dato anima e corpo ed hanno fatto sacrifici personali, un qualcosa di encomiabile. Purtroppo, però, per tutta una serie di concause siamo ancora impantanati. Le emozioni per la nomina? La prima volta che ho messo piede allo stadio avevo 4 anni, ricordo ancora un Catania – Lanerossi Vicenza 1-4. Ho militato nelle giovanili, ho giocato nel Catania, disputanto la finale scudetto con la Primavera. Ricorda grandissimi esperienze con tanti ex compagni di squadra come Orazio Russo, Alfredo Smirni, ma anche tanti mister come Salvo Lo Certo, che porto nel mio cuore e che oggi, purtroppo, non c’è più. Tanti ricordi, continua Astorina, mi legano al Catania, le trasferte, l’Eccellenza, la Serie D, gli spareggi dell’83 a Roma. Io, come tantissime persone, questa squadra ce l’ho nel sangue. Quando eravamo ragazzini avevamo un gruppo in Curva Sud, si chiamava Indians, sostenevamo la squadra, affrontavamo le trasferte... Rappresentare il Catania, per me, è un grandissimo onore. Sono consapevole di tutto quello che si deve fare e della situazione delicata che, a maggior ragione, rappresenta uno sprone. Il rapporto con Di Natale? Con l’Ad, che ringrazio per la disponibilità, abbiamo già instaurato un ottimo rapporto telefonicamente, ci siamo trovati in sintonia su molte cose. L’avvocato Ignazio Scuderi ha una grandissima esperienza nel diritto sportivo, ricorderete certamente il caso Martinelli in Serie B. Lui ha sempre seguito le sorti del Catania. Bisogna trattare la liquidazione di Finaria, quindi si deve procedere alla vendita dei suoi asset, tra questi c’è il Calcio Catania. La cessione non è preclusa dalla proprietà, è nei piani di Pulvirenti, che io conosco da una settimana… E’ una cosa che bisogna fare, per tantissimi motivi”.

 

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Calcio Catania, Mario Marino in esclusiva a Bella Sport

Mario Marino, collaboratore dell’area tecnica del Calcio Catania, è intervenuto oggi ai microfoni di Bella Sport, la trasmissione curata dalla redazione di Antenna Uno Notizie in onda su Bella Radio Tv, canale 814 del digitale terrestre e Fm 103.7.

“I nostri giovani al Torneo di Viareggio? E’ un’iniziativa voluta dalla società, perché riteniamo che questa sia un’importante vetrina, come lo è stata l’anno scorso per Emanuele Pecorino. Io, in quanto collaboratore dell’area tecnica, ho lavorato sia per la prima squadra che per le giovanili. In settimana lavoro studiando l’avversario che affronteremo. Il buon ruolino di marcia della squadra coinciso con il riassetto societario? Il lavoro e le persone, in parte, sono le stesse. Si è riusciti ad isolare la squadra dalle vicende societarie, facendo quadrato e concentrandosi solo sull’aspetto tecnico. Le fibrillazioni di mercato, spesso, coinvolgono anche i calciatori, dopo la chiusura delle trattative di gennaio il gruppi si è ritrovato, soprattutto per merito di Lucarelli.
Di Natale? Sta vivendo in maniera intensa le vicissitudine societarie, quando c’è da affrontare l’aspetto tecnico fa riferimento a me o a mister Lucarelli, e io lo accompagno volentieri in tribuna. Credo che noi abbiamo un vantaggio, legato all’aspetto emotivo: questa squadra, bistratta fino a gennaio, potrebbe avere un occasione di riscatto. Se riusciremo ad avere il miglior Curiale, il miglior Barisic ma anche il contributo di giocatori come Vicente, insieme ad una maggiore potenzialità offensiva, potremo essere la mina vagante nei playoff. Ci aspettiamo maggior continuità da Curcio, perché ha qualità immense così come Mazzarani. Segnando più goal potremo impensierire, negli spareggi promozione, anche le squadre blasonate. Giocatori come questi potrebbero essere carte vincenti, anche Beleck potrà darci una mano importante con la sua fisicità. Ci sono tanti accorgimenti, come quello di Curcio da “Falso Nueve”, ma sarà importante arrivare al meglio ai playoff. Il Catania, anche con i primi caldi che potrebbero mettere in difficoltà squadre che fin qui hanno fatto bene, potrà affrontarli con la mente sgombra.
Lì davanti abbiamo dei giovani importantissimi, negli anni in cui Kevin Biondi ha giocato in prestito (Igea Virtus – Messina), essendo stato adattato in ruoli diversi, ha perso la lucidità che ha sempre avuto in fase offensiva. Anche Capanni ha tanta potenzialità, lo ha dimostrato nella sua esperienza nelle giovanili del Milan.
Lucarelli come Mazzarri? Sono molto diversi dal punto di vista caratteriale, Lucarelli è un allenatore comunicatore, un motivatore con il giusto approccio. Mazzarri è molto più riservato, fa bene con squadre che devono avere una propria identità, è un tecnico che vive nel rispetto e nello studio dell’avversario, mentre Lucarelli è più spavaldo.

La sospensione del campionato? E’ certamente un momento particolarissimo, ci spiace visto che siamo in forma. Avevamo preparato bene la trasferta di Bari, visto anche il ritorno di Curiale , Barisic e Biondi. Però, ovviamente, ci atteniamo a quelle che sono le disposizioni di Figc e governo nel rispetto della salute pubblica”.

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Calcio Catania, Furlan a Bella Sport: “Voglio rimanere. Futuro? Siamo ottimisti”

Jacopo Furlan, portiere del Catania, è intervenuto ai microfoni di Bella Sport, la trasmissione curata dalla redazione di Antenna Uno Notizie, in onda dal Lunedì al Venerdì dalle 13 alle 14 su Bella Radio Tv (FM 103.7 – canale 814 del digitale terrestre). Tanti i temi toccati nel corso del lungo intervento, dalle tematiche legate al campo ed al gruppo fino a quelle relative all’extracampo.

“La prima da panchinaro? L’ho vissuta abbastanza male, perché non stavo ancora al meglio. I miei compagni dopo la partita di Picerno, mi hanno rivisto proprio Domenica. La stagione? E’ stata abbastanza strana, ne abbiamo vissuta più di una fino ad ora. Adesso è meglio concentrarci sul buon momento che stiamo vivendo, anziché pensare al passato. Certo, le prospettive di inizio stagione erano diverse.
So che da un portiere con il mio passato ed il mio curriculum ci si aspetta tanto, sono consapevole che all’inizio ho fatto delle prestazioni non all’altezza, anche perché ci sono state delle difficoltà, specialmente nella fase difensiva, che hanno influito in maniera importante.

Non mi sarei mai aspettato, arrivando a Catania, di giocare con lo stadio semivuoto, questa cosa mi ha sorpreso e stupito. Avere i tuoi tifosi che ti sostengono e che mettono sotto pressione gli avversari è tutta un’altra cosa, è stato bello ritrovare il nostro pubblico. Il mio rapporto con tifosi e città? Per quanto mi riguarda mi trovo benissimo.

Quando potranno incidere le porte chiuse? E’ una cosa che si bilancia, perché dovremmo affrontarle tutti. Starà a noi sfruttare il vantaggio nelle trasferte, come quando andremo a Bari, e gli avversari dovranno farlo quando verranno qui. Faccio fatica, però, a capire se qualcuno potrebbe esserne avvantaggiato.

I nostri margini di miglioramento oggi? Finora non abbiamo dato il 100%, stiamo iniziando a raccogliere quanto seminato. Credo che ci siano ancora ampi margini di miglioramento, cosa che mi fa essere fiducioso per il futuro.

Non mi sarei aspettato tutte queste difficoltà ad inizio anno, per me venire a Catania era un piccolo sogno nel cassetto. Per questo ho accettato subito la proposta del Catania, rifiutandone anche di importanti. Ci siamo trovati in difficoltà dal punto di vista tecnico, poi è arrivata qualche difficoltà societaria che ha influito, anche se la situazione non è drammatica. Io sono riuscito ad isolarmi e ritrovare fiducia, pensando soltanto al campo.

Non credo che la promozione sia l’unica strada per esorcizzare un ipotetico fallimento, ma sarebbe il modo più veloce, bello e romantico per togliere il Catania dalle difficoltà che sta attraversando in questo momento.

Il mio futuro ancora a Catania? Indubbiamente si, la voglia di rimanere è intatta, credo ancora in questo progetto. Spero che si sistemino le cose per la società, ma io voglio rimanere anche la prossima stagione.

La differenza tra le due gestioni tecniche? Posso dire che siamo stati meno tempo insieme con Mister Camplone rispetto a quanto lo siamo stati con Lucarelli. Non è facile creare le giuste alchimie con una squadra totalmente rinnovata, spesso i gruppi si creano, nel bene e nel male, nella seconda parte di stagione. Il mio rapporto con Martinez? Ottimo, lo abbiamo avuto sin dall’inizio. Non c’è mai stato nessun problema tra di noi.

Il mio hobby? Prendere in giro chi suona la chitarra… (ride ndr) Non voglio fare i nomi di coloro con cui mi trovo meglio, sono cose personali e non sarebbe giusto citare solo alcuni compagni. E’ normale che non si può essere amici di tutti e che si creino rapporti più stretti con alcune persone, ma non c’è nessun tipo di problema tra di noi e nel gruppo.

Quanto crediamo nella promozione? Ottimismo e fiducia crescono con le prestazioni ed i risultati. Personalmente ci credo, niente è perduto. Dobbiamo raggiungere la migliore posizione possibile per disputare dei playoff di un certo livello”.

Fonte foto: calciocatania.it

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Licata Calcio, direttore Cammarata: le parole del dirigente sulla sua squadra e sul Catania a Bella Sport

Il direttore sportivo e segretario generale del Licata, Claudio Cammarata, squadra che ha battuto in serie D in Palermo, capolista attuale del girone I, ha parlato nel corso della trasmissione odierna di Bella Sport, in onda dalle 13 alle 14 su Bella Radio TV (canale del digitale terrestre 814 e FM 103.7) dal lunedì al venerdì. Tanti i temi toccati  nell’intervista dalla squadra di Cammarata fino al futuro del Calcio Catania.

Noi abbiamo cercato di dare il massimo poi però purtroppo i risultati del campo determinano e sono loro lo specchio della bontà del tuo lavoro. Puoi lavorare allo stesso modo ma magari i risultati non vengono e tu vieni contestato poi batti il Palermo e sembra che non hai sbagliato nulla. Noi con molta umiltà abbiamo cercato i fare il nostro meglio. Il mister e la squadra sono fantastici, ieri insieme a 6mila tifosi abbiamo fatto una gran partita. Questo è un campionato in cui se non hai le motivazioni giuste ti mettono al tappeto mentre se hai quelle corrette hai la possibilità anche di battere chiunque, come abbiamo dimostrato ieri.

Noi due stagioni e mezza fa quando siamo arrivati a Licata avevamo un neopresidente eletto da Danilo Scimonelli e basta. Non avevamo nemmeno il cartaceo dei tesseramenti dei calciatore che potevano arrivare. Ma ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo fatto molto bene la prima stagione perdendo il playoff a 7 minuti dalla fine del secondo supplementare, quando ci bastava il pareggio. Abbiamo vinto un campionato l’anno scorso con numeri da record e quest’annata eravamo terzi alla fine del girone d’andata. Sono certo che senza qualche calo di tensione che ci ha portato a fare 3/4 sconfitte di fila fuori casa mentre poi abbiamo continuato con ritmi indiavolati. Se non avessimo perduto punti in quelle 4 trasferte probabilmente saremmo stati ancora 3^ o 4^. Noi siamo assolutamente contentissimi di quello che la classifica sta esternando perché poi alla fine si misura in punti e posizioni la bontà del tuo lavoro. Il progetto è partito con il piede giusto, stiamo consacrando e vanificando il territorio giorno dopo giorno. Poi per forza di cose nel campionato di serie D hai un Liverpool o un Real Madrid e per forza di cose sei costretto a ridimensionare fede e ambizione.

Il campionato di serie D è più competitivo? Il fatto che ci siano 4 under e i rimanenti siano senior non è un grandissimo beneficio per il movimento nel suo complesso. Perché comunque azzeri le rose e le dimezzi in maniera tecnicamente importante. Certo è chiaro che quando le dimezzi alzi anche la qualità perché comunque i calciatori grandi, ex professionisti o dilettanti di esperienza, sono veramente forti e di passato, presente e anche abbastanza futuro. Da questo punto di vista il livello è comunque alto: vai a giocare con l’ultima in classifica, non la metti sotto e se vinci lo fai con un risultato di 1-0 o 2-1. Vai a gareggiare con il Palermo e puoi metterlo sotto tu. Noi abbiamo giocato con il Savoia ad armi pari. Eravamo decimati la settimana scorsa, abbiamo subito gol e alcune certezza sono crollate ma quando noi abbiamo fatto amichevoli in cui si hanno squadre di serie C abbiamo dimostrato le nostre qualità, così come in occasione del primo tempo giocato a Catania in estate finito sullo 0-0 e siamo andati sotto per un’invenzione di quel dilettante allo sbaraglio che arbitrò quella gara ma siamo assolutamente una squadra di valore.

Catania? Sarei presuntuoso a dare un giudizio oggi su quello che avviene nella sede del club rossazzurro anche come percezione esterna. Nessuno può sapere quale sarà il futuro del Catania se non sei lì dentro. I segnali non sono naturalmente improntati al totale ottimismo. Si legge di aperture, di autocertificazione non floride, di ispezioni e di cose che non sono proprie di un luminoso futuro. Il Catania ha fatto quadrato dal punto di vista tecnico cercando di portare a compimento la stagione senza doversi guardare addirittura alle spalle poi la Coppa Italia è stato anche uno zuccherino, il Catania però è questo e parla di posizionamento in una griglia tale da poter andare a fare i playoff da protagonista. Il Catania deve cercare di chiudere la stagione senza fare ulteriori danni. Poi quello che succederà dopo… ho delle idee mie non mi sembra doveroso e pertinente comunicarle in pubblico ma evidentemente più saggio è chi sta amministrando il Catania oggi. Lui è l’unico interlocutore possibile e immaginabile. Non ho questa presunzione o immodestia di farlo io”.

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Ternana Calcio, Mammarella ad A1N: “Catania? Lucarelli bravo a ricompattare tutto l’ambiente. E sulla gara di domani…”

Il giocatore della Ternana, Carlo Mammarella, ha rilasciato un’intervista esclusiva ai nostri microfoni parlando del match contro il Catania, programmato per domani alle ore 15 allo Stadio Angelo Massimino. Ringraziamo l’ufficio stampa e il calciatore della società umbra per la disponibilità e la cordialità.

Che partita ti aspetti? Quanta differenza c’è secondo te dal punto di vista tecnico tra la Ternana e il Catania?

In queste partite si azzerano un po’ i valori tecnici. Succede quando si incontrano squadre che ad inizio anno sono state costruite per ambire a qualcosa di importante. Poi durante la stagione accadono tante cose, avvengono tante difficoltà e quindi anche il modo di reagire della squadra può fare la differenza nel corso di un campionato. Quindi credo che dal punto di vista anche degli organici un po’ le squadre si equivalgono”.

Dobbiamo aspettarci una partita simile a quella di Coppa Italia o differente?

“Sicuramente sarà una partita diversa ma perché quella di Coppa era un risultato da ottenere su una doppia sfida. Poi giocavamo su un esito acquisito in casa da parte nostra e giustamente avendo giocato dopo di lunedì sera a Reggio anche dal punto di vista mentale la squadra possibilmente non era al meglio per affrontare il match. È stato fatto comunque un tipo di gara anche per il tipo di risultato che era stato già acquisito con la partita di andata. Quindi domani sicuramente mi aspetto una gara differente più che altro da parte nostra. Credo che il Catania comunque in quella partita abbia fatto una buonissima gara”.

Hai qualche ricordo preciso sulle gare giocate a Catania? Qualcuno sulla partita con Catania-Lanciano che finì 3-3? E sul pubblico?

“Si. Io ho avuto anche la possibilità di vestire la maglia rossazzurra negli anni in cui sono stato a Lanciano. Poi, però, per una serie di situazioni non è stato possibile ma per me fa parte di quelle piazze importanti che non meritano questa categoria. Sia per il blasone della società sia per la gente e per il calore che riescono ad imprimere in casa. Ricordo sempre quello, sono sempre sensazioni di grandi partite a prescindere dalla categoria. Ma quando affronti il Catania sai comunque che affronterai un’intera città che tiene a quella maglia e lo fa percepire dagli spalti”.

Attualmente quale credi che sia il punto di forza della vostra squadra e del Catania?

“In questo momento noi stiamo attraversando un periodo non bellissimo. Prettamente per una questione di risultati di match sviluppati in 15 giorni. Quindi ha dato nell’occhio che in questo momento la Ternana non attraversa una fase così buona. Ma il fatto di avere un gruppo compatto che anche nei momenti di difficoltà ha dimostrato di saperne venire fuori mi fa ben sperare. Il Catania? So che anche loro hanno incontrato delle difficoltà per tantissime situazioni anche extracalcistiche. Quindi siccome nella mia carriera mi è capitato so che non è facile ma giustamente anche dalla partita di Coppa ho percepito il sostegno della gente e comunque anche mister Lucarelli penso sia stato bravo a ricompattare un po’ tutto l’ambiente per cercare di fare un finale di stagione importante al fine di giocarsi tutto nei playoff”.

In questo momento il Catania come viene visto dall’esterno?

Dall’esterno per quello che si può leggere, vedere o sentire sicuramente a livello societario non sta attraversando un buon momento. Però ripeto sono situazioni interne che dall’esterno è difficile criticare. Ma quello che da più all’occhio è il fatto che comunque sia la squadra in queste difficoltà anche per l’allenatore si sia fatta apprezzare”.

Pensi ancora che rifiutare la proposta del Catania fu la scelta giusta o la pensi in modo diverso?

“Nel calcio purtroppo i pensieri futuri sono sempre sbagliati: non sai mai qual è stata la scelta giusta. È normale che si devono incastrare tante situazioni quindi non è stato un rifiuto secco da parte mia. C’erano delle condizioni, io comunque facevo parte di quella società che non voleva assolutamente che andassi via perché eravamo legati ormai da diversi anni ed ero comunque il capitano. E poi quando ti senti apprezzato dove sei credo che per un giocatore sia la cosa più importante. Il valore umano che ti da il calcio non solo quando scendi in campo ma anche al di fuori credo che sia un aspetto importantissimo per un calciatore. Quella è la città in cui tutt’ora abito e dove vive la mia famiglia, a cui sono legato fortemente. Quindi credo che poi anche questo abbia inciso”.

Fonte foto: Pagina Facebook Torre del Grifo Village

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Calcio, Lotito e il Catania? Le considerazioni del collega del “Messaggero” Bernardini a Bella Sport

Claudio Lotito, patron della Lazio, potrebbe aiutare il Calcio Catania dell’amico Antonino Pulvirenti? Questa è una delle voci circolate negli ultimi mesi considerando la situazione della società etnea. La Redazione di Antenna Uno Notizie ha interpellato sulla questione il corrispondente del “Messaggero” Emiliano Bernardini nel corso della trasmissione Bella Sport, in onda su Bella Radio Tv (canale 814 del digitale terreste e in radio sugli FM 103.7), dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 14.

Lotito vicino al Catania? Sicuramente anche nella Capitale questa voce circola, non come a Catania, anche per i rapporti tra i due presidenti. Ad ogni modo, non credo che Lotito potrà entrare a far parte della società del Catania se non per un supporto esterno”.

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Calcio Catania, ds cercasi: Laneri il profilo ideale, nomina nel corso della prossima settimana?

Ore frenetiche in seno al Calcio Catania tra incontri dirigenza-tifo organizzato (la rappresentanza di una parte dei gruppi della Curva Nord ha incontrato nei giorni scorsi una delegazione della società a Torre del Grifo), stabilizzazione della situazione attuale e studio di strategie in chiave futura. Un futuro le cui trame sono ancora molto difficili da distinguere e delineare, la sensazione che una visione ottimistica nell’ambiente etneo sia assolutamente inverosimile anche e soprattutto per i toni e i contenuti degli ultimi interventi del patron Nino Pulvirenti e dell’ex dirigente Pietro Lo Monaco in cui si parla di “debiti pazzeschi”, il tutto accompagnato dalla rivoluzione messa in atto in sede di calciomercato invernale nonostante le rassicurazioni dei mesi scorsi che non hanno trovato riscontro nel proseguo della stagione. Intanto c’è un campionato da condurre in porto a denti stretti, per non rischiare un finale che sia ancor più amaro di quanto già amara non sia la situazione al momento attuale. E’ arrivato Beleck, attaccante entrato in orbita Salernitana, ma a Catania fino a fine stagione (ha vissuto a Rieti la prima parte di stagione) ma mancano ancora dei tasselli affinchè il puzzle, almeno fino a giugno, sia al completo.

Dopo la nomina del nuovo amministratore delegato Giuseppe Di Natale, il quale ha chiesto ai tifosi di tornare allo stadio per supportare la squadra nel suo difficile cammino, il Calcio Catania lavora anche alla sostituzione dell’ormai ex direttore sportivo Christian Argurio, il cui addio risale ormai a molti mesi fa. Sono due i nomi risultati più gettonati per ricoprire la carica dirigenziale nella società etnea: l’ex ds del Siracusa, Antonello Laneri e l’ex ds del Trapani, Raffaele Rubino.

Il primo, favorito rispetto all’ex granata secondo l’indice di gradimento stilato dalla dirigenza, ha eseguito un lavoro minuzioso e positivo nel corso degli anni all’interno del club aretuseo ottenendo buoni risultati in relazione alle aspettative dirigenziali e incarnerebbe il profilo perfetto per dare supporto alla squadra. Rubino, invece, ha posto le basi per costruire la squadra trapanese che ha fatto il salto di categoria aggiudicandosi la promozione in Serie B lo scorso anno.

La nomina di Laneri, che avrebbe già discusso dei termini del suo arrivo col club, potrebbe arrivare già nella giornata di lunedì o comunque nel corso della prossima settimana. Per il Catania, che attualmente non vive una situazione rosea sul campo e anche al di fuori, riuscire ad individuare la figura del direttore sportivo potrebbe essere una mossa per cercare un minimo equilibrio che al momento risulta essere inesistente.

(foto calciocatania.it)

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ESCLUSIVA A1N | Follieri: “Il nostro è un gruppo serio, confermo: voglio il Catania!”

La Redazione di Antenna Uno Notizie ha contattato telefonicamente Raffaello Follieri l’imprenditore italo-americano interessato all’acquisto del Catania. Con l’era Pulvirenti che vive il suo periodo più nero, cominciano a farsi avanti papabili acquirenti per il club rossazzurro che milita ormai da diversi anni nel campionato di Serie C senza agguantare la promozione in cadetteria. La volontà di Follieri di acquistare il Catania è stata confermata in prima istanza nel corso di una conferenza del direttore Pietro Lo Monaco da quel momento un susseguirsi di voci più o meno fondate. Per fare chiarezza Antenna Uno Notizie ha deciso di parlare direttamente con Follieri.

Siamo ancora in una fase primordiale – ha dichiarato Raffaello Follieri -, il mio gruppo è serio come reale è il mio interesse di chiudere per l’acquisto del Catania. In questi giorni con i miei avvocati stiamo lavorando per le valutazioni del caso, non abbiamo ancora parlato di cifre con i legali del Catania – chiosa l’imprenditore -. Entrambe le parti dovranno redigere una formale lettera di manifestazione di intenti, a quel punto ci si siederà al tavolo dopo aver presentato le nostre credenziali. Le tempistiche? Confidiamo di chiudere con i passaggi sopracitati prima di Natale, per poi concludere la trattativa nei primi giorni del nuovo anno“.

Parlare dunque di accordo raggiunto e passaggio di mano imminente è quindi una forzatura ma facendo riferimento al verbo di Follieri appare chiara la volontà di raggiungere un accordo che accontenti le due controparti. In sostanza i prossimi giorni consegneranno una chiave di lettura della vicenda più concreta, in cui verranno alla luce potenzialità economiche, soggetti coinvolti e possibilità di chiusura dell’accordo.

 

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Il sindaco Pogliese: “Reazione del Catania Calcio al mio appello? Un po’ scomposta, sono stupito”

Il sindaco della città Metropolitana di Catania Salvo Pogliese è intervenuto ai nostri microfoni nel corso della trasmissione Bella Sport, format curato dalla Redazione di Antenna Uno Notizie in onda su Bella Tv dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 14. Abbiamo chiesto al primo cittadino un commento sul comunicato del Calcio Catania in merito al suo precedente invito alla trasparenza.

Risposta alla nota dei rossazzurri?

Sono rimasto sinceramente molto stupito dalla reazione del Catania Calcio e dell’amministratore delegato Pietro Lo Monaco. Io mi sono limitato a dire, con il solito equilibrio e lo stile che tutti mi riconoscono, che quanto accaduto domenica scorsa al Massimino, è un fatto assolutamente grave che non si è mai registrato nella nostra città quantomeno dal 1986, quando iniziai a frequentare la Curva Sud.

Lo spettacolo delle tribune e delle curve vuote ha lasciato riflettere tutta la nostra tifoseria ed ho chiesto al Catania Calcio di parlare il linguaggio della verità: facendo, quindi, chiarezza sullo stato dell’arte e le difficoltà economico-finanziarie che stanno interessando il club rossazzurro. L’ho fatto con grande equilibrio, dando puntuale dimostrazione di disponibilità al dialogo invitando il Catania Calcio ad un incontro.

Io credo di dire, senza timore di smentita, che il Catania Calcio è patrimonio della città intera, non soltanto del presidente, dell’amministratore delegato, dei vertici burocratici amministrativi e dei calciatori. Io comprendo perfettamente cosa significhi fare sport  a livello agonistico nel profondo sud con difficoltà aggiuntive rispetto ad altre aree della nostra Italia, è difficile reperire sponsor privati.

Non dimentico, inoltre, gli eccezionali risultati e le soddisfazioni che questa società ha regalato a tutti i tifosi rossazzurri. Sono grato per il passato che hanno regalato ma ovviamente, da sindaco della città, non posso fare altro che interpretare il sentimento di sincera preoccupazione dei tifosi nei confronti di quello che sta accadendo. Lo ribadisco, io ho chiesto, e credo che fossi in diritto di chiederlo, al Catania Calcio quello che è lo stato dell’arte della società. Se poi qualcuno ritiene tutto ciò atto di lesa maestà, io ne prendo atto, mi dispiace per lui. Io sono il primo cittadino e devo interpretare il pensiero di tutti i miei concittadini.

Mi auguro che i vertici del Catania Calcio facciano chiarezza. Dopo di che ognuno fa la propria parte, noi l’abbiamo sempre fatta. Da amministratore ci stringeremo, come sempre, attorno al Catania Calcio ma è giusto che si parli utilizzando il linguaggio della verità. Io ho detto quello che ho esternato in quella lettera con grande umiltà e con grande equilibrio. Credo che queste caratteristiche non le ho riscontrate in quella risposta un po’ scomposta“.

Ringraziamo il sindaco etneo Salvo Pogliese per la disponibilità.

 

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ESCLUSIVA | Catania, Lo Monaco: “Welbeck? Aspettiamo l’idoneità agonistica. Abbiamo solo sfiorato la Serie B…”

Oggi nel corso di Bella Sport, in onda dalle 13 alle 14 nel format curato dalla Redazione di Antenna Uno Notizie, è intervenuto il direttore Pietro Lo Monaco che ha risposto alle nostre domande.

Quanto è stato difficile esonerare un allenatore in cui lei credere e che aveva un’idea di gioco simile alla sua?

Ci sono stati degli eventi negativi che sono sotto gli occhi di tutti e quindi il cambio del tecnico mi sembrava la scelta più adeguata. Ho percepito che anche Camplone avesse difficoltà a portare avanti il rapporto quindi è stato giusto così“.

Quanto, invece, è stato facile richiamare Lucarelli?

È stato corretto che tornasse, con lui abbiamo fatto forse il campionato migliore sfiorando la Serie B“.

Lucarelli, ultimamente, pungola spesso i suoi ragazzi parlando di ego e di squadra. Lei dal punto di vista delle gestione spesso sa usare il pugni di ferro quando è dovuto. Anche lei ha riscontrato che magari c’è qualche elemento che non segue a dovere e che non è concentrato per questo tipo di squadra? In quest’ottica ci sarà un mercato importante in cui ci sarà una rivisitazione?

Se, in due anni, questa squadra ha fatto 154 punti, è arrivata alla semifinali playoff ed è uscita senza perdere, ha sfiorato la promozione in B ma non l’ha ottenuta, evidentemente abbiamo delle carenze caratteriali che ci portiamo dietro. In questo momento siamo fuori dalla lotta per il primo posto, siamo lontani. Abbiamo la possibilità di entrarci con i playoff e cercheremo di arrivarci al meglio con una squadra che sia in grado di giocarseli. Però quando non riesci ad andare in B, avendola a portata, evidentemente qualche carenza c’è. Quindi, oggi, siamo ad un punto tale che. anche per una situazione aziendale, a gennaio potrebbe essere necessario che molti di questi ragazzi vadano altrove”.

Attualmente qual è lo stato di salute di Welbeck?

Siamo in attesa anche noi. Il ragazzo deve fare delle visite specialistiche nelle quali gli devono confermare l’idoneità all’attività agonistica. Penso che la vita delle persone viene prima del calcio“.

Come vive la contestazione del tifo nei suoi confronti? A questa domanda non è seguita una risposta.

Abbiamo posto soltanto alcune delle domande che avremmo voluto porre all’amministratore delegato perché la linea telefonica si è interrotta e non è più stato possibile reperire nuovamente il direttore che si ringrazia comunque per la disponibilità ad intervenire in diretta.

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