Senato, taglio vitalizi: la Commissione contenziosa dice no

Crias; PNRR

La Commissione contenziosa del Senato, l’organo deputato a decidere  sui ricorsi presentati contro atti e provvedimenti dell’Amministrazione, ha annullato – nella tarda serata di ieri – la delibera del Consiglio di presidenza che, il 16 ottobre 2018, aveva stabilito il taglio dei vitalizi.

La Commissione, si legge nel documento approvato, “accoglie parzialmente i ricorsi esaminati e per l’effetto annulla le disposizioni della deliberazione del Consiglio di presidenza del Senato della Repubblica numero 6 del 16 ottobre 2018 nella parte in cui prevedono una totale rimozione dei provvedimenti di liquidazione a suo tempo legittimamente adottati e impongono una nuova liquidazione che introduce criteri totalmente diversi“. Annullata la delibera anche nella parte in cui si “prevedono il ricalcolo del’ammontare degli importi mediante la moltiplicazione del montante contributivo individuale per il coefficiente relativo all’età anagrafica del senatore alla data della decorrenza dell’assegno vitalizio o del trattamento previdenziale pro rata, anziché alla data dell’entrata in vigore” del taglio dei vitalizi.

Viene annullata, inoltre, la parte della delibera in cui “si prevedono dei coefficienti di trasformazione che determinano sensibili riduzioni, con incidenza sulla qualità della vita, degli importi di minore entità, senza alcun effetto su quelli di importo massimo”, e la parte in cui “si prevedono criteri di correzione di temperamento dei risultati del citato ricalcolo e, comunque, non idonei a eliminare le conseguenze più gravi derivanti dall’applicazione del metodo adottato, come ha già ritenuto con sentenza del 22 aprile del 2020 il Consiglio giurisdizionale della Camera che ha annullato il comma 7 della deliberazione del Consiglio di presidenza della Camera”. E nella parte in cui “applicando gli stessi criteri anche ai trattamenti di reversibilità, non tengono conto del fatto che tali trattamenti sono già stati decurtati rispetto agli assegni diretti del 40% e che l’ulteriore riduzione prevista incide gravemente sulla qualità della vita”. Il documento rinvia al “dispositivo definitivo e completo che verrà pubblicato in sede di deposito della decisione”. E si limita a citare le ordinanze delle sezioni unite della corte di Cassazione dell’8 luglio del 2019 che “hanno riconosciuto sostanzialmente la natura giuridica di pensione all’assegno vitalizio percepito dagli ex parlamentari” e richiama la sentenza della Corte costituzionale del 5 giugno 2013 (n.116) che ha “dettato diversi requisiti di legittimità per gli interventi riduttivi sulle pensioni”.

La Commisione contenziosa, composta da sette membri (3 senatori, 1 consigliere parlamentare, 1 un dipendente, 2 magistrati, avvocati o docenti universitari di diritto), ha quindi avallato la tesi dell’avvocato Maurizio Paniz, ex deputato, che ha rappresentato gli interessi di numerosi ex senatori, i quali hanno deciso di ricorrere contro il taglio dei vitalizi, giudicandolo illegittimo. Queste le dichiarazioni, rilasciate all’Ansa, con le quali il legale ha annunciato e motivato la scelta della Commissione: “La delibera  è stata annullata perché ritenuta ingiustificata a fronte della giurisprudenza consolidata della Corte Costituzionale e del diritto dell’Unione europea, in base alla quale di fronte a una situazione consolidata gli interventi di riduzione degli importi devono rispondere a cinque requisiti, nessuno dei quali era stato rispettato dalla delibera. In primo luogo non deve essere retroattivo, mentre questo taglio lo era; in secondo luogo non deve avere effetti perenni, come invece li aveva la delibera; in terzo luogo non deve riguardare una sola categoria ma deve essere ‘erga omnes”, mentre qui si colpivano solo gli ex parlamentari; in quarto luogo deve essere ragionevole, mentre questo taglio raggiungeva l’8% degli importi; infine deve indicare dove vanno a finire i risparmi che non possono finire nel grande calderone del risparmio, e anche su questo punto la delibera era carente. Una soddisfazione professionale – conclude Paniz – ma anche sul piano dei rapporti personali che ho intrattenuto con centinaia di ex senatori che ho assistito. E’ un risultato che mi ripaga dell’impegno e degli insulti e minacce ricevuti. Io non ho difeso un privilegio ma un diritto, e in uno Stato di diritto questa è una vittoria di tutti”.

Vittorio Sangiorgi
Giulia Baudo
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