Calcio Catania | Joe Tacopina in esclusiva ad A1N tra closing, stadio e obiettivi futuri

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Trascorsa quasi una settimana dalla sigla sul contratto preliminare che rappresenta il primo passo utile a dare il via a una nuova era per il Calcio Catania, la nostra redazione ha intervistato in esclusiva l’avv. Joe Tacopina, futuro patron e presidente del club etneo, dopo aver seguito sin dai suoi albori l’evolversi della vicenda. Progetti ambiziosi che coinvolgono Catania a 360°. Al centro, ovviamente, gli obiettivi calcistici, il sogno – già espresso – del passaggio graduale dalla Serie C alla Serie A e quello della creazione di un settore giovanile che guarda all’esempio Atalanta. Senza dimenticare il progetto di ristrutturazione del “Massimino”. Tutto naturalmente a consegne effettuate e ufficializzate. Il presente parla ancora di un closing da raggiungere entro febbraio e di intense giornate lavorative a Torre del Grifo.

L’INCONTRO CON IL SINDACO POGLIESE – “L’incontro con il sindaco è andato alla grande, è stato molto produttivo. Ad oggi sono stato in altre tre città italiane – Roma, Venezia, Bologna -, ma Pogliese è un sindaco unico, entusiasta, a ciò che dice fa seguire i fatti. È un uomo di parola, ha una visione che va oltre il Calcio Catania e il ‘Massimino’ e comprende anche la città e la comunità. Abbiamo avuto una conversazione molto piacevole perché abbiamo entrambi la medesima visione al riguardo, ovvero aiutare questa comunità in ogni modo possibile. Il ‘Massimino’ dovrebbe ospitare tutti gli eventi della città, non solo quelli legati al calcio. Catania è una delle città più grandi e più belle d’Italia e il suo stadio non dovrebbe essere da meno. Abbiamo discusso di questo e di renderlo un po’ più bello di come appare oggi, che è ‘un poco bruttissimo’ (dice testualmente ndr)”

“Penso che alla fine di questa ‘avventura’ avremo bisogno di un nuovo stadio, Catania ne ha bisogno. Una struttura che non ospiti solo il Calcio Catania ma anche altri eventi, fiere, concerti. Tutte cose di cui la città potrebbe godere. Penso anche che si debba fare il massimo per rimodernare il ‘Massimino’. È vecchio, antiquato. Poi – non oggi, non domani e non il prossimo anno ma nei prossimi 5 anni – si dovrebbe costruire un nuovo stadio. Ne abbiamo discusso con il sindaco. Allo stesso tempo, però, il ‘Massimino’ è la nostra casa, è la casa della città e noi dobbiamo fare qualcosa per renderlo più confortevole per i tifosi e per renderlo un posto più gradevole anche per eventi extra calcistici”

SETTORE GIOVANILE – “In qualsiasi squadra di calcio, il settore giovanile rappresenta per me la parte più importante per numerosi motivi e anche per ragioni puramente di affari. È la parte più importante del club perché permette di far crescere i talenti: Atalanta e Udinese, ad esempio, sviluppano giovani giocatori in maniera organica nel loro sistema. Questi calciatori, poi, o rafforzano le squadre o vengono venduti e determinano entrate che possono essere reinvestite per la crescita del club. Tra le altre cose che il settore giovanile può determinare e trasmettere c’è anche una cultura: quando lavori con giocatori di 10, 11, 12, 13, 14 anni e instilli in loro la cultura della tua società, del Calcio Catania, nelle loro teste a quelle età se la porteranno con loro in primavera e anche in prima squadra. È una cultura, quella che trasmetti, di disciplina, passione e di mentalità. Squadre come il Real Madrid, che possono avere qualsiasi giocatore al mondo, hanno sempre almeno 7-8 calciatori provenienti dal proprio settore giovanile non perché non possono prendere i migliori giocatori in ogni Paese, ma perché è una cultura che portano avanti. Non solo, ci sono tanti calciatori talentuosi in Sicilia, ma in questo momento la maggior parte di loro partono, vanno al nord, all’Atalanta, nei grandi club che hanno un settore giovanile stabile. A Catania abbiamo la più formidabile struttura in Italia (Torre del Grifo ndr), la Juventus non ne ha una migliore… abbiamo una struttura che dovrà attrarre i migliori talenti giovanili, loro dovranno voler venire qui, ma per farlo dobbiamo avere un settore giovanile stabile e ci lavoreremo”.

I TEMPI DEL CLOSING E GLI ALLEGATI AL CONTRATTO – “Bella domanda. La risposta non è nelle mie mani bensì in quelle di SIGI: loro sono i soli che devono fare quello che si sono impegnati e hanno promesso di fare, ossia ridurre il debito fino a un certo punto come condizione per la chiusura dell’accordo. Indipendentemente da ciò, noi entreremo in società anche con un passivo di 40 milioni di euro e ci assumiamo questa responsabilità perché ci crediamo. Non vogliamo lasciare questo progetto ma loro devono anche adempiere ai loro obblighi legali per chiudere. Altrimenti non avrebbe senso, perché non vogliamo spendere tutti i nostri soldi per pagare i debiti passati di qualcuno che non è più qui. Vogliamo spendere i nostri soldi per metterli nel club, nel settore sportivo, in Torre del Grifo e per la comunità e costruire una società che possa tornare ad alti livelli, il Calcio Catania in Serie A. Ci sono tanti debiti che non possiamo assorbire senza che questi pregiudichino la capacità di crescita del progetto. Quindi, l’intera questione suppongo stia a SIGI, ma io sono ottimista e speranzoso che lo facciano. La data del closing potrebbe essere modificata? Questa è realmente una domanda per gli avvocati. In questo momento – come vedi – non abbiamo ancora chiuso. Io sono qui, i miei partner e i miei contabili nell’altra stanza stanno lavorando alacremente su tutto. Io sono in contatto con Maurizio Pellegrino ogni giorno circa il calciomercato. C’è una sorta di ‘presa dei ruoli’ un po’ prematura, ma sappiamo che alla fine noi saremo qui quindi stiamo iniziando questo progetto”

“Mi è stato detto che entro sabato (23 gennaio 2021 ndr) gli allegati saranno completi e metteremo le firme. Ancora una volta è qualcosa che compete agli avvocati, ma ci vuole ancora un po’ di tempo. La mia opinione è che non siamo stati molto veloci, ma siamo qui. Quindi sabato, oggi o domani è lo stesso”.

IL GRUPPO TACOPINA E LA COMUNIONE DI INTENTI – Se avessi ritenuto possibile una divisione all’interno del mio team non avrei messo su questa partnership. Gli investitori sono persone che conosco da oltre 15 anni, John Pavia, Chip Sloane, Joe Cuttone sono miei amici da molto tempo. Queste persone sono molto affidabili, hanno molta passione verso il progetto, ma hanno anche insistito perché io avessi il controllo delle operazioni. Loro vogliono essere sicuri delle condizioni dei loro investimenti, e io ho questo controllo. Non c’è da temere per una divisione”.

“La sola persona di cui sono sicuro è Giovanni Gardini, il mio CEO (AD) che è stato all’Inter e alla Lazio. In questo momento è troppo presto per noi, per iniziare a fare nomi e per prendere decisioni. Siamo qui da 4-5 giorni, stiamo analizzando molte cose. Una volta che avremo chiuso tutto e usciremo qui insieme, deciderò chi è la persona giusta. Fabio Pagliara è veramente un bravo ragazzo, ho parlato con lui ed è stato molto supportante ma, ripeto, è ancora troppo presto”.

OBIETTIVI PRESENTI E FUTURI – “Noi stiamo mettendo insieme un business plan per 5 anni per tagliare i debiti e raggiungere la Serie A. Ognuno farà la sua parte, ma la palla è rotonda e anche lei fa la sua parte. Il mio obiettivo è ottenere la Serie B se non quest’anno – perché siamo arrivati troppo tardi e non possiamo avere un impatto sul mercato in questo momento – il prossimo. Adesso siamo in Serie C: mi piace la squadra, mi piace il tecnico, io e Maurizio Pellegrino stiamo lavorando a componenti aggiuntivi da portare adesso in squadra per dare qualche chance ai playoff perché penso che questa squadra abbia un grande carattere. Ovviamente io voglio vincere ogni giorno, non l’anno prossimo ma adesso. Le nostre mani sono un po’ legate e la limitazione è l’impatto che potremo avere, ma proveremo comunque a vincere quest’anno. L’ostacolo più difficile? Forse la promozione dalla C alla B, per il semplice fatto che ci sono 60 squadre in totale e ne vengono promosse 4. In Serie B, invece, sono 22–20 e ne salgono 3, che è decisamente meglio. Non a caso abbiamo visto diverse squadre che dopo la promozione in B, vanno subito in A. A ogni modo c’è molto da pianificare, dobbiamo fare in modo da avere le nostre chance, dobbiamo fare i giusti investimenti, lavorare sulle strutture, sul carattere, dare i giusti incoraggiamenti e fare il possibile per riportare il Catania ai livelli che gli appartengono e, secondo me, sono quelli della Serie A”.

Alessandra La Farina
Vittorio Sangiorgi

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